Un intervento dell’Associazione “LiberiamoMola” su «Città Metropolitana di Bari»

 

Noi molesi che ci siamo associati per liberare Mola da arretratezza ed ipocrisia, da ruberie e provincialismo arraffone, vi manifestiamo il nostro sdegno ed il nostro stupore, pur essendo disillusi da tempo.

 

Nel pieno della crisi di credibilità di Istituzioni e dello stesso concetto di Stato italiano, mentre in giro per l’Italia si registrano ruberie, scandali, distrazioni di denaro pubblico che sembrano un vero assalto alla diligenza del “far-west”, a Bari si consuma la farsa,  imbastita con il filo dell’abolizione delle Province (in realtà solo di poche decine, all’italiana…).

 

Le Province da sole non decidono di morire di suicidio oppure da eutanasia (girano tanti soldi, clientele, incarichi, appalti, stipendi pesanti…), la Regione se ne lava le mani, per non avere ulteriori “rogne” e, quindi, il Governo deciderà da solo, quante Province resteranno (anche in Puglia), con quali cambiamenti territoriali, di attribuzioni Province riaccorpate/Regione Puglia/Comuni, chi farà parte della “Giunta” di Bari Città Metropolitana.

 

Da Barletta (?) a Fasano e Locorotondo, senza elezioni (votazioni), ma per scelta (divina?) di politici (una quindicina in tutto), tra risse e pesanti giuochi di apparati di Partito, un’operazione disgraziata, la quale, nata da solite ”pie” intenzioni, va configurandosi come un guazzabuglio, in cui faranno la parte da leoni i grandi costruttori, i grandi intermediari di soldi e tangenti, i finanzieri degli appalti pubblici, gli “zaraffi”  che fan sparire soldi, con lavori da far durare trent’anni e col continuo lievitare dei prezzi.

 

Come il solito, le intenzioni le fanno apparire belle: poi, negli anni, avviene il peggio.

 

I Comuni con personaggi più ammanicati e legati al mondo degli appalti e delle cordate da “project financing” (terra di mascalzoni e profittatori di soldi pubblici, in realtà) vengon messi come ciliegine nell’Organo di comando della Città Metropolitana, tanto dentro la torta ci sono i soliti ambienti dell’imprenditoria predatoria, cemento, asfalto, banche, grandi intermediari, professionisti che fan parte di autentiche “logge” del malaffare.

 

Di lato alla torta, le briciole, qualche tocchetto di crema, in un mare di conflitto di attribuzioni, tra Città metropolitana, Comuni non più sovrani, stretti ancor più in una tenaglia che riduce, fin quasi ad azzerarli, i punti qualificanti delle popolazioni, delle economie locali e periferiche, delle radici e delle caratteristiche peculiari dei differenti paesi.

 

Insomma, quindici persone elette a tavolino e siete fregati di nuovo, altro che risparmio sulle Province!

 

Se prima sapevi chi fermare per strada, per inveire contro di lui, adesso non potrai far altro che aspettare invano il contatto elettore-eletto, per poi scoprire che tante vasche da bagno si riempiono ancora di cozze pelose, di ostriche al ghiaccio e spigole metropolitane, che i soliti palazzinari ed asfaltatori giocano al pallone con i tuoi soldi, che gli squali di ieri e di oggi continuano a costruire alberghi e/o ad acquistarne altri (per poi fare business) alle aste giudiziarie, mentre si consuma l’ennesimo imbroglio che sottrae “sovranità” alla gente, con la scusa del risparmio di soldi pubblici.

 

In Terra di Bari, dove si fa ricorso a genii spagnoli dell’architettura, da Mola a Bari-San Girolamo ed oltre, passando per la costa di San Giorgio, schiaffeggiando tutti i pari titolati nostrani (che reggono il moccolo e cercano di adeguarsi a questo andazzo delle progettazioni e delle conseguenti realizzazioni), si assiste a questo approccio alle tematiche della semplificazione (che tale non è), alla sagra del falso storico, nel corso della quale chi ha votato sempre per disciplina di partito e di cordata, ora fa “le bizze”, per rientrare in gioco, un gioco che li ha già smascherati e condannati al trombamento politico.

 

Li conosciamo tutti, i Sindaci di Bari, quelli che fanno il nido ora alla Regione, ora in Parlamento, come conosciamo i loro (trasversali) apparati tecnico-politici d’occasione.

 

Li abbiamo sentiti dire che si sarebbero ritirati, …ed invece sono lì, cioè qui, anche alle porte di Mola, per mettere anche qui un loro fuedatario.

 

Anche per questo bisogna liberare Mola, cacciando bugiardi, ipocriti e falsari della politica, i falsari di ieri che anche oggi intendono truccare le carte.

 

 

 

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