Liberiamo Mola? LiberiaMola!

di Clemente Pansa

    

Non credo sia necessario dare spiegazioni a nessuno sul “come” e “perché” sia originata questa iniziativa, sfociata, poi, nella nascita di un movimento spontaneo che abbiamo sentito molto forte il desiderio di chiamare “Liberiamo Mola”; così come credo non vi sia alcuna ragione per “spiegare” il nome ed il simbolo scelto per tale movimento.

Non è certo un simbolo od uno slogan a dare valore e credibilità a quello che propongono, ma quello che è l’obiettivo prefissato e la strada da seguire per raggiungerlo. Né d’altro canto, però, è accettabile che ci sia qualcuno che, ergendosi a rango di dispensatore di “nihil obstat…”, dichiari legittima o no un’iniziativa, avendo come unico parametro inconfutabile, la finalità del suo interesse nella cosa…

La strada, la nostra strada, da percorrere è quella della “partecipazione” di tutti quei Molesi che vogliono raggiungere l’obiettivo comune e condiviso che è quello di “liberare” l’ostaggio Mola da un’amministrazione che in quindici anni non l’ha fatta crescere né sul piano economico, né su quello sociale, né su quello turistico, ma, soprattutto, l’ha soffocata dal punto di vista occupazionale.

Quanti, a Mola, fra Sindaco ed Assessori, possono affermare che durante la loro amministrazione, il Paese è cresciuto, in termini di posti di lavoro per i giovani, di un x%?

Perché i nostri giovani laureati fuggono da Mola per andare a cercare “protezione” occupazionale altrove?

Non vi è alcun’ombra di dubbio che la situazione di degrado in cui versa la nostra Cittadina, rappresenti una motivazione più che sufficiente per provocare una giusta, seppure tardiva, reazione a questo stato di cose da parte di un gruppo (ci auguriamo sempre più numeroso) di Molesi.

Tuttavia, se c’è qualche curioso o qualche “biografo” che ha deciso in futuro di scrivere la storia di questo “movimento spontaneo”, provvediamo immediatamente a soddisfare la sua sete di conoscenza fornendogli, gratuitamente e senza compenso alcuno, alcune brevissime spiegazioni sul nome e sul simbolo utilizzato, con il preciso impegno di non ritornare MAI più sull’argomento.

Per quanto riguarda il nome, come già detto, non c’è molto da aggiungere. È del tutto evidente che si commenta e si spiega benissimo da solo: “Liberiamo Mola”…

What else? reciterebbe una nota pubblicità televisiva!

Il Simbolo: quella piccola fiammella, flebile, ma sufficiente per alimentare una grande speranza.

La speranza di spezzare quelle catene che tengono ancora legata Mola ad un passato che vogliamo tutti cancellare e non più ricordare!

Ogni altra associazione che qualcuno volesse vedere con vecchi o persistenti simboli analoghi, è liberissimo di farlo, ma farebbe solo dietrologia e demagogia perché dimostrerebbe di non avere altri argomenti con cui confutare le nostre idee ed il nostro legittimo progetto!

Accettiamo il dialogo sui problemi reali e respingiamo inutili querelle su sistemi manichei di collocare ideologicamente da una parte o dall'altra i propri interlocutori. Bene, queste "strategie" non ci piacciono e non ci interessano!

Omnia munda mundis, faceva dire il Manzoni a Fra Cristoforo, e chi puro non è, si sentirà minato da siffatta iniziativa e sarà proprio questo stato di “difficoltà” da parte di qualcuno, che sarà per noi la prova che siamo sulla strada giusta.

Ciò detto, non torneremo mai più a parlare di simboli e di slogan, ma continueremo a diffondere le nostre idee e formulare le nostre proposte su come vogliamo che diventi la nostra Mola!

E con questo, se mai ce ne fosse bisogno, rinnoviamo ai Molesi una domanda precisa: Liberiamo Mola? E se la risposta sarà "Si" e si condividerà l’obiettivo e la strategia per raggiungerlo, allora, tutti insieme, facciamo uno sforzo e LiberiaMola!

                   

 

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