Terzigno chiama Mola

di Pino Castellana   

  

Profumo di rivolta: carissimi lettori, curiosi o assidui, comunque cittadini o amici della nostra "Mola di Bari". Sottopongo al sito ed all’Associazione "LiberiamoMola" un mio breve (?) scritto, che spero trovi ospitalità, alias pubblicazione.

Perché profumo di rivolta? Mi spiego.

Un titolo del genere evoca cose che ormai stanno dall’altra parte…del Mediterraneo, nel Maghreb, fino allo Yemen…anche qui, come per il Muro di Berlino, nessun cazzone di politologo o economista, nessuno stratega di pur affermati istituti per lo studio di geopolitica ed affini, nessuno spione di servizi segreti sparsi per il pianeta Terra aveva capito niente, o previsto tali eventi.

Nel giro di uno-due giorni, tanto a Berlino, quanto in tanti Paesi arabi, successe e succede un cambiamento a 360 gradi; ciò che pareva irremovibile, si scioglieva e si squaglia come neve al sole.

"Ohccàzzo", ma allora la storia è proprio bella: eh, si, tutto sembra fermo, le cortine di ferro o di sabbia sembravano eterne… macché, la storia è strana, succede in un giorno ciò che non è successo in cento anni! Ebbene si!

Come a Chiaiano, o a Terzigno, terra campana, in rivolta per i rifiuti e l’inquinamento!

Lo avevo scritto, nel blog di "Città Nostra": Terzigno chiama Mola!

Sono giorni di "cose in movimento". I giornali ne parlano, e la gente pure.

Quasi 37 anni di scempio del territorio, cave, discariche, mega-discarica, impianti di trattamento dei rifiuti, ed ora chissà, un’altra discarica (già preparata per tempo dalla "multinazionale" nostrana triggianese, in consorzio ormai con la Signora Marcegaglia di Confindustria), l’impianto di Combustibile da Rifiuti (balle da bruciare nell’inceneritore che la Provincia ha ipotizzato di voler fare a Contrada Martucci (poi, l’assessore Barchetti ha detto "beh, no, non volevo dire questo…"), per, forse, insediare qui pure un inceneritore… eh, si, mentre l’Assessore molese PALAZZO rilascia dichiarazioni-stampa, asserendo che "tanto c’è già la città di Modugno (BA) che ha l’inceneritore", quindi le eco-balle CDR molesi (cioè di 21 Comuni) potrebbero finire a bruciare in quel paese…non facendo però i conti col fatto che a Modugno, dove pur è stato allestito un inceneritore (non ancora funzionante, anche per motivi di ulteriori autorizzazioni/tests, pareri, timbri, collaudi, etc), sta partendo la protesta di massa, che chissà come finirà (si mira a far smantellare un simile mostro, in un’area già fortemente sottoposta a stress inquinante, considerata la forte caratterizzazione da insediamenti industriali).

Insomma, qui si fanno i conti senza l’oste, dove l’oste è la gente, che ha bisogno di tempo, ma quando si muove… sono c…i amari!

Dunque, questo succede a Mola: il Comitato pro-chiusura discarica è lanciato in una lunga serie di incontri con le istituzioni, per sgamarle, per far emergere ciò che sinora è sempre rimasto nel buio e nell’omertà di delibere oscure, cose illegittime, senza controllo etc.

Ed io che scrivo qui, sto iniziando una campagna contro il CDR e chi lo… ha accettato!

E, puntuale, nel balletto tra Regione, Provincia, ATO5 (ambito associativo tra 21 paesi in provincia di Bari, tra cui Mola), ARPA, TAR, Consiglio di Stato ( è mia, no è tua, son competente io ma devi decidere tu, la gara la vince quello, no il Consiglio di Stato dice quell’altro, avvocati, ricorsi, leggi che si incrociano con delibere, transazioni, prometto che chiude fra dieci giorni, no, c’è la proroga, un’altra proroga, sei illegale, hai sforato coi volumi di rialzo, no, i dati sull’inquinamento non te li do, l’impiegato è in ferie, le analisi stanno in grossi faldoni, no i carotaggi non si possono fare, costano molto e possono forare le guaine che stanno sotto (non ci sono, almeno per una buona parte di discarica!), prometto la chiusura così guadagno tempo, poi faccio altre proroghe, no, è competenza della Provincia, pappa e ciccia tra sindaci-assessori e simili, tutto un gioco verbale delle Parti che, in presenza di una crescente attenzione popolare, cominciano a cagarsi addosso, tanto più che la Magistratura ha aperto un’inchiesta ed i Carabinieri hanno messo sotto sequestro la discarica. Al momento, sembra di capire che "di emergenza in emergenza" (voluta da destra e da sinistra, sia chiaro, ah, pure dal "centro"), vogliano aprire la nuova discarica e fare salti pericolosi con gli adempimenti e le autorizzazioni preliminari all’avvio del CDR a Mola. Tutto a Mola, altra discarica, CDR, e visto che Modugno s’incazza, sotto-sotto e senza dirlo a chiare lettere, lavorano per fottere di nuovo i molesi con un inceneritore, di fianco al CDR. Bella torta al veleno, considerato che i primi dati che emergono, parlano di falde acquifere inquinate, di probabile inquinamento da metalli e risalite di biogas dalle viscere della terra, spesso ricoperta alla buona e su cui hanno persino impiantato vigneti (abusivamente, in quanto sotto erano due distinte discariche, sempre lì di fianco, a Martucci)… questa è la verità, e chissà cosa verrebbe fuori se solo si facessero seri e veritieri carotaggi/analisi comparate.

Questo è il quadro, senza fronzoli, cari concittadini.

C’è chi dice, si vabbè, la "moquigghia" dove la mettiamo? Della raccolta differenziata, base per fare balle da bruciare, che glienefrega ad Alberobello, o a Triggiano dei longobardi, o a Putignano di Farinella, o a Gioia del Colle della "Gioiella"?

E sempre a Mola devono sversare o bruciare o trasformare? Ma siamo sempre noi che stiamo sotto a dover patire l’inquinamento e tutto ciò che si sussurra essere a quest’ultimo direttamente collegato?

No, Pino, non bisogna ingenerare "ALLARME SOCIALE", è pericoloso.

E vabbé, taciamo, stiamo sempre sotto il conte-guercio, adesso anche sotto i triggianesi: mai ad Alberobello, a Putignano, a Valenzano oppure a Sammichele, o a Locorotondo, o a Noci: mai!

Mola è la cloaca di tutti?

Ormai hanno stuprato il nostro territorio ed allora, dai, venite tutti a Mola, tanto qui ormai potete affondare le vostre spade nelle nostre carni. Voi promuovete i vostri prodotti, mente noi issiamo bandiera bianca, in segno di resa…

I molesi di "iènd’a tèrr" combatterono contro i Saraceni… eccheccàzzo! Noi, che facciamo?

Ecco che, ora, la gente parla, c’è chi finalmente apre le orecchie, in tanti stanno aprendo gli occhi, alcuni si consultano, ci vorrà tempo, ma sento profumo di rivolta.

Questo mio scritto è una riflessione, una visione "geopolitica" di provincia, che trova nella "narrazione" e nel "paradosso", forse anche nel tono volutamente provocatorio un’isola di propaganda, del necessario confliggere, che porta il senso della presa di coscienza, della protesta che, se non ascoltata, può diventare anche rivolta. Terzigno e Chiaiano insegnano. Senza dubbio alcuno.

Ma a Mola si dorme, caro Pino, tu vaneggi… sarà, ma io sento profumo di …

Pesca forte, tira pescatore, pesca, non ti fermare… diceva la canzone della sopravvivenza, come ad evocare un canto di gente audace, che osa alzare la testa, per la dignità di chiamarsi uomini.

Per finire, abbiamo una cosa in comune. É il bene comune, fatto di acqua, terra, aria: se me lo togli, cosa t’aspetti da me?

 

 

 

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