Chianche: il Comune chiarisce, ma non convince...

di Clemente Pansa   

  

Forse sarebbe opportuno che l’Amministrazione Comunale non si scegliesse gli interlocutori ad essa più favorevoli - come ha fatto con un locale giornale online, al quale ha comunicato alcune delucidazioni in merito al ritrovamento di materiale per la pavimentazione (chiamiamolo così) in “Cala Ponticello” – ma diramasse urbi et orbi un comunicato stampa in cui si assumesse la responsabilità di dire essa stessa le corbellerie che fa riportare da certa stampa (online) più o meno disposta ad assolvere da ogni peccato addirittura la vecchia Amministrazione sulla quale tutti (anche loro) hanno sparato (e bene hanno fatto!) ad alzo zero!

Affermare ora che le chianche depositate nell’area comunale "Ponticello" non provengano dal Lungomare, è tutto da dimostrare e, a nostro avviso, visto che vi è un’indagine in corso, dovrebbero essere gli investigatori a dire l’ultima parola e confermare o meno l’ipotesi che di quelle chianche si tratti.

Noi possiamo solo dire che i dubbi permangono forti a causa della presenza, oltre che di chianche e cordoli di marciapiedi, anche di due colonnine, ancora imbragate, che assomigliano maledettamente a quelle che ornavano l’ex Lungomare, pertanto, è davvero singolare sostenere che provengano dalle vecchie strade di Mola dove, peraltro, non vi erano nemmeno i marciapiedi!

Inoltre è da rilevare una vistosa caduta di stile da parte del Direttore del giornale cittadino online quando scarica la responsabilità di tutto sui Dipendenti comunali, affermando che “probabilmente in tutta la vicenda è stato deficiente il controllo da parte di qualche ufficio comunale, che non ha verificato il lavoro svolto dall’impresa”.

E in tutto questo l’Amministrazione non ha nessuna responsabilità? In verità si fa molta fatica a bere una storiella del genere.

Le responsabilità politiche ci sono e come!

Se poi non le vogliamo vedere perché è necessario salvare il culo di qualcuno, allora ci sforzeremo di capire, ma non potremo mai giustificare un così ignobile ragionamento che porta alla condanna dei Lavoratori ed alla piena assoluzione della classe politica e dirigenziale che, a nostro avviso, al contrario, di responsabilità ne ha a scatafascio.

Come se non sapessimo che quei Lavoratori posti sotto accusa, prendono disposizioni da politici e dirigenti ed eseguono solo quanto loro viene imposto di fare. Non si è mai visto un impiegato, su cose importanti e delicate come queste, prendere iniziative senza aver preventivamente informato il dirigente apicale ed il politico, per cui chi li difende, non può che essere in malafede.

Detto questo, ci sentiamo di esprimere tutta la nostra solidarietà verso quei Dipendenti messi ingiustamente sotto accusa e rimaniamo in attesa di ricevere, da parte dell’Amministrazione, un comunicato ufficiale a chiarimento di quanto è successo in questi giorni.

A tale proposito, ricordiamo il nostro indirizzo di posta elettronica info@liberiamomola.it per consentire all’Amministrazione di informare allo stesso modo sia le testate “amiche” sia quelle un po’ più critiche nei loro confronti, ma certamente non nemiche!

Intanto, godetevi queste foto scattate da nostri inviati sul luogo del misfatto.

Come potete vedere sia le chianche che le due colonnine - di cui accennavamo prima -  sono state depositate nell’area di proprietà comunale di quello che fu un tempo il Mattatoio.

Già. Mattatoio; che non è il luogo dove si radunano i matti, bensì quello dove i paraculi, sentendosi bruciare la terra sotto i piedi, si recano per depositarvi materiale che scotta e che non è opportuno e salutare che venga ritrovato in casa propria.

Siamo certi che molti Lettori avranno qualche difficoltà a comprendere quello che vogliamo dire, ma desideriamo rassicurarli sulle loro capacità intellettive che non hanno subito alcun deterioramento; per contro, qualche furbetto, invece, capirà benissimo.

Potete contarci!

 

     

 

continua ....

 

 

 

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