Scoperte «bocche» davanti al Castello

di Clemente Pansa   

  

Riceviamo da un nostro attento Lettore copia della lettera che ha inviato alle Autorità competenti con la quale segnala e denuncia una situazione davvero singolare.

Nel corso degli scavi per la realizzazione del progetto fronte mare, son venuti alla luce dei reperti, probabilmente datati intorno al 1400, prontamente ricoperti per evitare l’interruzione dei lavori.

È evidente che un rallentamento dei lavori, se non addirittura una sospensione sine die, avrebbe potuto comportare il serio rischio che l’opera, finanziata dai fondi Urban 2 della Comunità Europea, non potesse essere completata per marzo 2010, cioè entro la data delle prossime elezioni del Sindaco di Mola ed il conseguente rinnovo del Consiglio Comunale.

Non potersi presentare all’elettorato con l’unica evidente “cosa fatta” - dimenticando le innumerevoli mancanze di interventi a favore delle strutture scolastiche (vedi in altra parte del sito la lettera del Presidente del Consiglio del 1° Circolo Didattico), della manutenzione ordinaria delle strade e tantissime altre attività di interesse generale – avrebbe di certo agevolato la “cacciata” dal Palazzo di un’amministrazione notoriamente indigesta alla cittadinanza.

Potendo contare sulla realizzazione (a costo zero, per sforzi e quattrini a carico dell’amministrazione) di un’opera grandiosa e sulla memoria corta di tanti, il rischio di cedere il passo ad un’altra colazione, sarebbe presumibilmente diminuito.

E le cose, così sono andate.

Non intervenendo NESSUNO per fare le verifiche necessarie a stabilire la vera natura della “scoperta” e consentendo il normale prosieguo dei lavori, viene legittimo il dubbio che qualche cosa di poco chiaro vi è sotto tale bizzarra e inquietante vicenda.

Per fortuna, però, i Cittadini seri ed onesti non solo non se la sentono di essere menati per il naso dalle chiacchiere di una politica da quattro soldi, ma non ci stanno a far passare sotto silenzio le prevaricazioni di un’amministrazione attenta solo a non farsi del male, anche al costo di privare il Paese ed i suoi Cittadini di un probabile tesoro di interesse storico-archeologico.

Ed è così che il Nostro decide di inviare quella famosa lettera di cui accennavamo all’inizio (e che riportiamo in calce) e di renderci partecipi di questa sua iniziativa che, come vedrete, ha già cominciato a produrre i suoi effetti.

Ma vediamo nel dettaglio la cronistoria di questa vicenda.

  1. Nel corso degli scavi davanti al Castello Angioino, vengono alla luce delle “caverne”. Nessuno sa (o fa finta di non sapere) di cosa si tratti;

  2. Qualcuno scatta delle fotografie per immortalare il momento;

  3. “Città Nostra” pubblica le foto con un breve, ma esauriente commento;

  4. I lavori continuano senza che venga fornita ai Cittadini alcuna spiegazione ed i reperti vengono “ricoperti“;

  5. un nostro Lettore non ci sta. Mercoledì mattina, 18 novembre, prende carta e penna e scrive alla Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici di Bari, al Ministero dei Beni Culturali ed al Comando dei Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale;

  6. Giovedi, 19 novembre, La Gazzetta del Mezzogiorno, pubblicando la foto inviata dal nostro Lettore, esce con un articolo (leggi l’articolo) ed una breve intervista all’archeologo Dario Ciminale, consulente del comune di Mola di Bari e della Soprintendenza dei beni archeologici per il cantiere fronte-mare, nella quale si legge “In attesa dell’avvio delle indagini, le «bocche» venute alla luce sono state ricoperte e messe in sicurezza in modo che i lavori possano continuare”…

Credo ci debba essere consentito di fare qualche considerazione su questa affermazione a dir poco stravagante. Normalmente in presenza di situazioni analoghe, la Soprintendenza blocca immediatamente i lavori per i dovuti accertamenti, dopo di che, ma solo dopo aver fatto le dovute e doverose verifiche, autorizza il proseguimento dei lavori, ovvero li blocca definitivamente.

In questo caso tutto ciò non succede e si dice: “Andate avanti con i lavori, poi faremo le indagini”

Come si indaga se tutto è stato ricoperto? E per avere accesso all’area interessata, non si dovrà “riaprire” ciò che è stato chiuso? Ed allora, i lavori fatti, verranno smantellati? E quando partirà questa indagine?

Vogliamo azzardare una risposta: dopo la primavera del 2010, vale a dire dopo le elezioni, quando,  cioè il fronte-mare, ormai realizzato non interesserà più a nessuno!

Ci fermiamo qui per non fomentare ulteriori polemiche, ma qualche risposta - convincente! - ai nostri interrogativi, qualcuno dovrà darla.

O no?

 

 

Lettera del nostro Lettore

 

                                                                       Spett.le

                                                                       Soprintendenza per i Beni Architettonici

                                                                       e Paesaggistici per le province di Bari,

                                                                       Barletta - Andria - Trani e Foggia

                                                                       Piazza Federico II di Svevia

                                                                       70122  BARI

                                                                   

                                                         e p.c.      Spett.le

                                                                       Ministero per i Beni e le Attività Culturali

                                                                       Via del Collegio Romano, 27

                                                                       00186 ROMA

                                                                                                                                            

                                                                       Spett.le

                                                                       Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale

                                                                       Piazza Sant'Ignazio, 152

                                                                       00186 ROMA

                                                                  

Oggetto: Segnalazione

 

Sul sito www.città-nostra.it si possono vedere alcune foto scattate durante i lavori di scavi sul fronte mare a Mola di Bari.

Dalle immagini pubblicate si possono notare delle grandi caverne sotterranee della cui natura non sappiamo nulla, dal momento gli amministratori locali hanno provveduto in gran fretta a ricoprire il tutto per non rallentare i lavori del “fronte mare” già in ritardo rispetto alle previsioni.

Poiché, come detto, si ignora cosa fossero quei grossi cunicoli, chiedo un Vostro autorevole intervento affinché sia stabilita con certezza la vera natura di quelle grotte che, nel caso si trattasse di reperti di interesse storico-archeologico, andrebbe valutata l’opportunità di restituirli alla fruizione dei Cittadini di Mola e non già destinate ad essere “sotterrate” perché considerate un impedimento al proseguo dei lavori.

Nell’augurarmi che questa segnalazione, con le immagini ad essa allegate, contribuisca a far luce su questo singolare comportamento dell’amministrazione comunale ed augurandomi, altresì, che quei cunicoli, così frettolosamente ricoperti, non abbiano quella rilevanza storica-archeologica che sospetto, porgo cordiali saluti.

 

Segue nome e firma.

 

 

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