LiberiamoMola incontra i Cittadini di Mola

di ciemmepi 

 

Mola di Bari, 5 aprile 2012 ore 18.00

Sala Convegni del Castello Angioino

L’Associazione “LiberiamoMola”

incontra i Cittadini per discutere su “temi scottanti”

 

Si è svolta a Mola, giovedì 5 aprile, nella suggestiva cornice del Castello Angioino, la prima manifestazione pubblica dell’Associazione Politica e Culturale “LiberiamoMola”.

 

Ha aperto i lavori del convegno, il Presidente dell’Associazione, Clemente Pansa.

 

Sullo sfondo di alcune immagini proiettate su uno schermo, ha sinteticamente riassunto le iniziative che l’Associazione ha intrapreso dalla sua nascita ad oggi.

 

Ha voluto, inoltre, richiamare l’attenzione dei presenti sulle finalità perseguite dall’Associazione e sui motivi per i quali si è deciso di formalizzare la sua costituzione a luglio dello scorso anno.

 

A conclusione della sua breve presentazione, ha preannunciato, per la fine della serata, una dichiarazione a sorpresa...

 

Ha preso poi la parola il Vice Presidente dell’Associazione, Pino Castellana, il quale ha ricordato nella sua precisa ed impeccabile relazione, tutti i temi affrontati dall’Associazione negli ultimi anni.

 

A cominciare dalla vicenda che ha visto protagonisti alcuni squallidi personaggi che, approfittando della scarsità dei controlli, hanno potuto “impadronirsi” di un consistente numero di chianche, quelle divelte dall’ex lungomare nel corso dei lavori di rifacimento dello stesso.

 

Ma l’argomento delle chianche, ovviamente non è stato il solo.

 

Castellana ha spaziato tra la scomparsa delle chianche e la sparizione ed il successivo ritrovamento delle fontanine dell’Acquedotto Pugliese, fontanine che, pur se finite nelle proprietà di alcuni furbetti, sono state prontamente recuperate dalle Forze dell’Ordine.

 

E dalle fontanine è passato alla questione ormai nota di un Consiglio Comunale finito a porte chiuse senza che vi fossero ragioni tali da giustificare l’allontanamento del pubblico e poi ancora alla questione dello smaltimento e stoccaggio delle alghe presenti su quasi tutto il litorale molese.

 

Un’operazione, questa, condotta dall’Amministrazione con estrema faciloneria e disinvoltura offrendo così dimostrazione, caso mai fosse stato necessario, di scarse capacità di competenza e di grande approssimazione nell’affrontare temi delicati come questo, incappando altresì, in modo maldestro, in reiterate, numerose, nonché gravi violazioni di Legge.

 

E per concludere, dopo aver toccato altre tematiche spicciole, si è soffermato sulla grave ed annosa questione della discarica in Contrada Martucci.

 

I recenti fatti di cronaca, con il gesto estremo ed eclatante di un operaio della “Lombardi ecologia”, finito denunciato per furto ed ora agli arresti domiciliari, hanno riportato l’attenzione dell’opinione pubblica, stanca e distratta, sulla presenza di rifiuti tossici sotto la coltre della montagna di spazzatura giacente nella “discarica della morte”.

 

 Ci si è sempre chiesto come mai nessuno abbia mai provveduto a far effettuare dei carotaggi in quella zona per verificare la presenza ovvero l’assenza di materiale inquinante di natura tossica.

 

È nota a tutti l’alta incidenza di casi di tumore a Mola, per cui la necessità di procedere ad un sondaggio nel sottosuolo dell’enorme distesa della discarica sarebbe stata una priorità da seguire con urgenza, tenuto conto anche delle numerose voci circolanti a seguito di testimonianze di ex addetti ai lavori che, però hanno una fottuta paura di esporsi… e come dar loro torto.

 

Ma pur se tutto questo è noto alle varie Amministrazioni che si sono succedute nell’arco degli ultimi 15-20 anni, pur tuttavia, nessuno ha sentito l’obbligo morale e civile di impegnarsi in una lotta di civiltà per fare chiarezza su che cosa giace sepolto la sotto e scongiurare, così, ancora altre vittime sul territorio molese.

 

Un noto medico molese, qualche tempo fa fece una grave ammissione, assumendosene la responsabilità, di dire che i casi di tumore analizzati a Mola, potevano in qualche modo essere ricondotti a cause derivanti dal forte inquinamento del territorio molese, inquinamento riconducibile a probabili rifiuti tossici interrati in quella discarica.

 

È il caso di ricordare le confidenze riferite da un ex dipendente della “Lombardi Ecologia”, naturalmente in un rigoroso anonimato, il quale sostiene che dentro quella enorme conca, vi sono seppelliti interi tir carichi di materiali non bene identificati!

 

È ovvio che non prendiamo per oro colato queste “anonime” dichiarazioni, ma, Dio Santo!, se fossero vere? Perché nessuno sente il bisogno di fare una verifica?

 

E così, tra l’indifferenza di alcuni e le grandi opportunità di business di altri, si procede stancamente verso una lenta agonia che, oltre a continuare a far ammalare e morire decine di molesi di quel male oscuro, pian piano sta facendo morire l’intero paese di Mola, lasciato nel degrado più assoluto ed nell’incuria più totale, con buona pace dei cittadini che guardano disincantati e non danno cenno di reazione alcuna, rassegnati, ormai, a vivere così sino alla fine dei loro giorni e con l’immensa gioia degli Amministratori, lasciati incontrastati a distruggere quel poco di buono che è rimasto e che se recuperato, potrebbe dare ancora un sussulto di vita a questo paese proditoriamente e sistematicamente massacrato solo per garantire e favorire gli interessi di una “casta” che andrebbe cacciata via e magari messa alla gogna per aver così malamente distrutto la vita ad una Comunità che meritava altro e, certamente, di più.

 

Il convegno è proseguito, poi, con l’intervento di Enzo Linsalata che ha prodotto una serie di documenti sulla vicenda dell’ex Cinema Castello, costruito, come molti ricorderanno, “attaccato” al maniero del XIII Secolo e poi “abbattuto” per recuperare l’area di interesse storico ed archeologico sulla quale quella costruzione moderna insisteva.

 

Purtroppo una vicenda giudiziaria, molto sottovalutata e seguita malissimo, ha permesso al proprietario dell’ex cinema di vedersi riconosciute le proprie ragioni dal Consiglio di Stato e di chiedere, così, al Comune di Mola un risarcimento milionario che graverà presto sui bilanci delle famiglie dei cittadini.

 

A conclusione della serata, il Presidente ha rivelato la sorpresa annunciata all’apertura dei lavori.

 

Ha fatto riferimento allo Statuto dell’Associazione che permette la partecipazione, attraverso la costituzione di una lista civica, ad elezioni Amministrative ed anche Politiche.

 

Annunciando, inoltre, un imminente gemellaggio fra il Comune di Anzio (Roma) e Mola.

 

Alle prossime Amministrative in questi due Comuni verranno presentate delle liste con un simbolo aggiuntivo che riproduce il simbolo chimico dell’acqua H2O, a significare la voglia di trasparenza e limpidezza della Politica.

 

E per la lista “LiberiamoMola”, che correrà da sola (o con chi vorrà sostenerla) il candidato Sindaco sarà “PINO CASTELLANA”.

 

La presenza della Lista alla competizione elettorale, non nasce dalla voglia di occupare poltrone in Consiglio Comunale, bensì dalla necessità di essere presenti nell’agone elettorale ed avere diritto, a differenza degli altri, di parlare delle cose concrete, delle cose che nessun partito ha interesse ad affrontare perché sono di scomoda e difficile soluzione.

 

Noi vogliamo parlare di queste cose per rompere il silenzio che da anni incombe sui tanti problemi di Mola.

Non faremo alcuna promessa (gli pneumatici delle auto costano tanto!), ma cercheremo insieme ai Cittadini che hanno voglia di rinnovamento di trovare soluzioni comuni che soddisfino gli interessi dei più e non dei singoli capetti e furbastri che mirano solo ed esclusivamente al soddisfacimento dei beati …. loro!

 

 

 

Webmaster ciemmepi