Sete di Giustizia

Editoriale di di P.C.   

  

Se hai sete di vera giustizia, inizia a ribellarti contro i piccoli soprusi quotidiani, le piccole magagne e le piccole furbate che inquinano la tua vita ed i tuoi passi di ogni giorno.

Libera il tuo diritto ad essere cittadino libero e non schiavo di piccoli e grandi oligopolii, da quelli del tuo quartiere a quelli che “fanno casta” nella tua Mola.

Tasse, abbandono, sporcizia, zero servizi, senso di improvvisazione e percezione tangibile di dover per forza chiedere un favore, per ricevere quello che è dovuto.

Uscire dai ruoli di convenzioni tramandate, che impongono a te di essere subalterno, succube di una o più “stock-options” elettorali, fatte di padrini dei voti o, meglio, di magnaccia della preferenza, figlia snaturata delle falsa promessa.

Ribellarsi al furto, ribellarsi all’appropriazione dei beni comuni, ribellarsi alla rassegnazione, ultima spiaggia dell’assenza di punti di riferimento.

É per questo che una goccia, cadendo, lascia il segno, nel tracciato di nuove gocce che formeranno una sorgente.

E, poi, quello che verrà.

Sappiamo che abbiamo scoperchiato la pentola, che molte chianche sequestrate ai profittatori stanno per esser restituite nelle mani del Comune.

E che il Comune le vuol solo portare “a deposito”, forse per utilizzarne solo una parte, lungo i marciapiedi, man mano che andranno “avanti” (???) i lavori di risistemazione dei manti stradali.

Scelta misera, che porterà ad altre sparizioni e, inevitabilmente, ad altre spartizioni!

Bisogna, invece, prenderle, inventariarle seriamente e sistemarle al Castello e a Portecchia, come le due fontanine, anch’esse ritrovate dalle Forze dell'Ordine, durante una delle tante perquisizioni, a Mola.

Poi, verrà il processo.

Chianche e fontanine, come discarica e tasse crescenti, chi paga e chi non pagherà mai, chi ha sete di vera giustizia e chi “fa casta” per appalti, gettoni di presenza, spartizioni e consulenze d’oro.

Su questo e sulla tua sete di giustizia vera, di nuovo, si pone la questione di liberare il nostro comune: LiberiamoMola!

 

 

Ieri erano qui...

Oggi, tutti sanno dove si trovano...

Ma domani, in quali ... abitazioni private le troveremo?...

 

 

Ed ora un impegno civile per ognuno di noi: scarichiamo questa cartolina e facciamola girare tra i nostri Amici, nelle nostre mailing-list, su Facebook, su Twitter... insomma, ovunque possibile e facciamo in modo che a centinaia giungano in Comune perché questa indolente e sonnolente Amministrazione si svegli e cominci a dare risposte concrete ai Cittadini che le aspettano da anni!

 

 

Scarica la cartolina (Download)

 

 

 

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