LiberiamoMola intervista Pino Castellana

di Clemente Pansa   

  

Conosco da una vita Pino Castellana, molese, 58 anni.

La vicenda della sparizione delle chianche ha avuto la forza di avvicinare persone con idee diverse, ma accomunate da qualità come la sensibilità e il rispetto verso persone e cose, sensibilità e rispetto che, certamente, chi ha approfittato di un bene comune, non possiede.

Riportiamo, per intera, l’intervista rilasciata a LiberiamoMola da Pino Castellana, senza aggiungere alcun commento.

Non ce n’è bisogno!

 

 

LM: Questa intervista che concedi a “LiberiamoMola”, pensi che si trascinerà dietro qualche polemica?

R.: E perché? Nessuna polemica, la Vostra Associazione cerca la verità, io cerco la verità, altri sono ugualmente impegnati, come noi, a far emergere la verità: contro l’omertà dilagante sulle chianche, a favore della trasparenza di Atti ed Appalti pubblici. Pensate un po’: nessun Consigliere comunale presente in Consiglio - nel passato “mandato amministrativo” - ha letto il Capitolato, come pure nessun Consigliere Comunale attuale (tranne Stefano Gaudiuso) a Mola ha letto dette carte. Quindi, chi potrebbe “polemizzare”? Ci troviamo di fronte  a “rappresentanti del popolo” che, trasversalmente, non leggono, oppure,  se leggono non capiscono, oppure, ancor peggio, tacciono nel caso di rinvenute schifezze scritte nel Capitolato. E poi, abbiamo valori e beni comuni da tutelare, in quanto appartenenti alla medesima comunità. Un’intervista è uno scambio di elementi conoscitivi, per la tutela del bene comune.

E penso, scusate tanto, ad un libro appena uscito, “COMUNE. Oltre il privato e il pubblico” (Hardt Michael e Negri Antonio, Rizzoli – 2010. ndr). Così tutti son serviti!

  

LM: Allora, iniziamo controcorrente, come credi che si concluderà questa vicenda delle chianche sparite?

R.: Io sono ottimista, nonostante il coro dei gufi. Qui sono stati presumibilmente commessi reati penali, anche perseguibili d’ufficio, cioè senza denuncia “di parte”. Su “Città Nostra” ho scritto che spettava al Sindaco Diperna Stefano dare prova di linearità morale e politica, trasmettendo tutte le carte alla Magistratura. Diperna si è guardato bene dal prendere l’iniziativa ed ora posso dire  che, in questa vicenda di ricerca della verità, l’attuale Sindaco non rappresenta più i molesi, pur lesi nella loro disponibilità del patrimonio comune. Si tratta, ora, di aspettare che la Magistratura svolga il ruolo di tutela delle Leggi e dei Codici. Le indagini non dovrebbero risultare difficili. L’hanno fatta proprio grossa…!

  

LM: Proviamo a tornare un pochino indietro. Dal nostro Sito abbiamo subito dato un segnale di allerta sul pericolo che le chianche, nella confusione dei lavori, potessero essere destinate a nuovi proprietari insieme a tutto il resto degli arredi. Tu hai potuto vedere qualche documento? E cosa sei stato in grado di fare?

R.: Ho seguito i lavori dall’inizio, per puro caso. Nel notare quelle che, a mio avviso, erano irregolarità e/o brutture, ho scritto alla vecchia Amministrazione, più volte, anche all’Ufficio U.R.P. Zero risposte. Eppure trattavasi di segnalazioni con richiesta di riscontro, con tanto di Norme tecniche citate. Zero risposte, se non –per interposta persona – le verbali rassicurazioni che tutto era “…a norma” e che era “…nel rispetto del Capitolato…”, guarda un po’, manco fosse una sorta di “vangelo”. Ma è proprio il Capitolato, a mio avviso, che nessuno ha letto, oppure non ha ripreso…per paura di ritorsioni e di poter indispettire i padroni di quell’epoca ed i loro seguaci in attesa di prebende, a destare forti sospetti e conferire fondate certezze che i soliti furbastri “ci hanno provato”, come si suol dire. Tutto a norma, non mettete in discussione l’operato di due-tre personaggi… tacete e non date fastidio! Addirittura, nell’ignoranza di quanto scritto in Capitolato e tranquillamente votato in Consiglio comunale, i consiglieri comunali riferivano che l’Ufficio Tecnico sosteneva che: ”…chi vuole andare a prendersi le chianche, se le può prendere…”. Roba da matti!

Poi, ho fotografato anch’io e atteso il momento opportuno per dare inizio alla campagna di denuncia di questa schifosa vicenda delinquenziale.

  

LM: Perché ti sei lanciato in questa battaglia di legalità e di principio?

R.: Per la tutela del patrimonio comune, che, se permettete, è anche un po’ mio, come contribuente e come conoscitore dell’importanza delle chianche. Si sarebbe incazzato anche mio padre, se avesse saputo di questo assalto alla diligenza. Le chianche sono identità comune, beni irripetibili, natura e sudore, pregio artigianale e storia comune. Vi sembra poco?

 

LM: Ti sei fatto un’idea precisa sulle responsabilità oggettive e soggettive dei vari personaggi coinvolti a vario titolo in questa vicenda?

R.: Altro che idea. Ve lo dico chiaramente, certo non posso qui fare nomi…

LM: … e infatti noi non te li chiediamo…

R.: … Al Municipio chi ha scritto il Capitolato? Chi lo ha vagliato e condiviso? Chi lo ha approvato? Chi lo ha gestito? A Mola non si muoveva nulla se non nel volere di due-tre personaggi: gli altri obbedivano, per non andare di nuovo ad elezioni oppure per sperare di far carriera in ufficio. La cosiddetta “opposizione” di certo non si opponeva, anzi votava e faceva finta di leggere i Contratti, tanto una fetta spetta a tutti. Sono personalmente convinto che per le chianche si è configurata una sorta di clausola non scritta, anche se in Capitolato c’è scritto che chianche ed arredi sono e restano di PROPRIETÁ del COMUNE. Ecco che torna il Comune, cioè una cosa comune ai cittadini, alla gente. Ed invece, una combriccola di codardi, nel silenzio di altri codardi ed ignoranti, ha fatto scempio del bene comune. Tutt’intorno un paesaggio costituito da fasce professionali che vivono e si arricchiscono all’ombra di un andazzo ormai pluridecennale, senza lode né gloria sociale. Ed il becero perbenismo bacchettone di provincia s’ingrassa.

 

LM: Vogliamo provare a ripercorrere  e ricostruire le tappe di questa storia delle chianche?

R.: Rimosse le chianche e gli arredi (quelli che nel volantino distribuito durante la festa patronale ho definito “contorni”, “sides”), una parte è finita in via San Sabino, un’altra parte è finita fuori Mola, sicuramente. In mezzo a queste due grosse “quote-parte”, ritengo che ci siano state regalie, in particolar modo ad amici ed amici di amici, che in gergo “da affiliazione” vuol dire i compari di merenda. Ora, occorrerà vedere come stanno a galla le dichiarazioni del Sindaco Diperna, rese durante il Consiglio del 22 luglio 2010, le dichiarazioni degli intervenuti durante il sopralluogo (via S. Sabino c/o Adriatica Conserve di Mola) ed il resoconto/verbale di quest’ultimo, eseguito da personale comunale e dall’assessore Ing. Papeo. Da detto “screening” e dalla “TAC” di atti e carteggi varii si arriverà a stabilire il metodo di indagine che, mi auguro, vorrà interessare altre aree e proprietà, senza escludere ogni opportuno ulteriore accertamento su persone e cose.

E qui gli auspicati passi della Magistratura, che può intervenire d’ufficio, considerato per esempio, l’ipotizzando reato di “appropriazione indebita” e gli enunciati di cui al codice penale, dovranno essere veloci e scientifici.

 

LM: Nei tuoi volantini e nei tuoi interventi sui “Blog” molesi, hai sempre denunciato un’alleanza trasversale, fatta di omertà, complicità e spartizione del bottino. Credi sia proprio così?

R.: Beh, Ho scritto che “TUTTI SAPEVANO” e nessuno ha mosso dito. L’unico dito che ha fatto capolino è stato quello del gestaccio tipico di chi fa il “guappo” nel caos del traffico cittadino. Ma così non va bene. Penso a Diperna: come mai non ha mai fatto cenno alla vicenda delle chianche sparite? Mai, dal marzo 2009, ha menzionato la questione di cui trattiamo, manco in campagna elettorale. Al Sindaco Diperna ho proposto di far scrivere un “Libro Bianco” sugli appalti ed i lavori pubblici a Mola. Giusto per passare sotto la lente d’ingrandimento quasi 15 anni di lavori, forniture e servizi gestiti senza soluzione alcuna di continuità sotto un’unica “conduzione”. Che male c’è, visto che chiedo trasparenza e necessità di fugare dubbi, tra l’altro fatti balenare proprio in campagna elettorale dalla parte politica del Diperna? Risposte, zero. Per me, vale la frase ”Zero risposte, zero titoli”, cioè, per me, in questa particolare vicenda, Diperna non rappresenta gli interessi della comunità molese, per paura e per scelta di campo. 

  

LM: Cosa c’è sulla strada del tuo impegno a denunciare pubblicamente questa vicenda?

R.: Molta solidarietà, curiosità, incazzatura, speranza che finalmente giunga un segnale d’attenzione da parte degli organi preposti a portare Giustizia.

 

LM: La nostra Associazione ed il nostro Sito Internet hanno portato e portano avanti la pubblica denuncia, per arrivare alla verità accertata ed al recupero dei beni scomparsi, chianche ed arredi del Baby-Park. In buona sostanza, la stessa strada che hai percorso tu. Ti sta stretta questa vicinanza “forzata”?

R.: Io sono di taglia grande e so bene che il bene comune, inteso come primato delle cose comuni sopra ogni pur legittima “appartenenza”, costituisce e deve costituire la regola e non l’eccezione del momento. Le chianche, prima che anche mie e Vostre, erano dei nostri padri e delle nostre madri. Vi pare ancora poco? E poi, l’omertà va sconfitta insieme alla censura, con la taglia grande e con la taglia piccola.

 

LM: Hai considerazioni e sottolineature da fare su ciò che sai del Capitolato d’Appalto, del quale nessun Consigliere comunale o rispettabile professionista molese ha mai detto una parola?

R.: Mi vien da ridere ed allo stesso tempo da piangere al solo pensare che il Capitolato dice che  in caso di indebita appropriazione si procede con una decurtazione di compenso…me ne dovevo accorgere io, per sollevare lo scoglio del silenzio. Mentre i vermi corrono via …

  

LM: Omertà, interessi trasversali, ipocrisia e connivenze: tu hai proposto un “Libro bianco” sugli ultimi 15 anni di appalti pubblici a Mola. Pensi che l’Amministrazione comunale vorrà affrontare questa esigenza di chiarezza e di trasparenza?

R.: Chi, Diperna? Ma dai, scherziamo? Ve lo immaginate il Sindaco attuale che si butta in questa opera di verità e di chiarezza? Insomma, io faccio questo ragionamento lineare e poi Vi dico cosa penso veramente.

Diperna rischierebbe conclusioni di due tipi. Uno, che c’è stato del marcio, ma così scoprendo perderebbe l’indotto di cui ha bisogno per andare avanti, inteso tanto come versante politico, quanto come versante “economico”-imprenditoriale, entrambi fattori di equilibrio localistico più che consolidato qui a Mola. E poi, così facendo potrebbe scoprire anche qualche scheletro negli armadi in suo possesso. Due, che tutto è stato lineare e trasparente, ed in questo secondo caso dovrebbe dire ai molesi che chi l’ha preceduto ha operato bene e correttamente. Bel guaio per Diperna ed il suo elettorato, il quale ultimo scoprirebbe di aver votato per aver dato credito anche alle bugie ed alle illazioni.

Fila il ragionamento?

Infine, quello che penso io. E cioè, che Diperna mira a minimizzare, in quanto “gioca” a non avere nemici ed “avversari”, non cerca grossi intoppi, in quanto non è che disponga di chissà  quale grande valore aggiunto…; pertanto, prende tempo e omette di decidere. Non è che abbia “ali tali” da poter volare. E così facendo, anche per le chianche, rischia di infrangersi al suolo, rovinosamente.

 

LM: Per concludere. Se tu riuscissi ad immaginare uno scenario prossimo futuro, giudiziario e chiarificatore, cosa, realisticamente, vedresti? Tutti colpevoli e tutti innocenti? Un solo colpevole? I politici che la fanno franca, insieme a taluni Funzionari?

R.: La sfera di cristallo la mettiamo al suolo, per prudenza. Tutti non sono innocenti, se non altro per il FATTO che le chianche non ci sono più, e per i rimanenti bisognerà adoperarsi affinché vengano individuati tutti i livelli di responsabilità, uno per uno. I politici non possono farla franca, né tantomeno la loro possibile “longa manus” dentro l’apparato… Io dico che finirà almeno 6-0 a favore nostro.

I “bookmakers” intorno alla vasca sono già all’opera…!

 

LM: Grazie, Pino. I molesi ti saranno enormemente grati per tutte le cose che ci hai raccontato, ma, soprattutto, per tutte le cose che concretamente e coraggiosamente hai fatto.

Grazie ancora e speriamo che la verità non venga, ancora una volta, affossata.

 

 

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