I lavori sul fronte mare

di Clemente Pansa   

  

È apparso, ieri, sui muri della Città un delirante manifesto della coalizione di centrosinistra in merito ai lavori (che, peraltro, procedono a singhiozzi) del progetto “fronte mare”.

Innanzitutto condividiamo la “bacchettata” data alla destra, ma, naturalmente, per altre motivazioni (ha operato ed opera una blanda - per non dire, inesistente - opposizione ad una giunta che in quattro anni non è riuscita ad avviare quei lavori, lavori che, certamente, non sono stati né programmati né decisi ieri!)

Proseguendo, poi, nella lettura del manifesto, scorgiamo un'apologia autoreferenziale della coalizione nei confronti di se stessa. "la Coalizione di centrosinistra, mantiene gli impegni elettorali". È ovvio e scontato che così debba essere. Guai se un governo cittadino, presi i voti degli elettori, non mantenesse fede agli impegni (elettoralmente) presi!.

Ma non c’è alcuna necessità di ricordarlo. Non siamo in presenza di un “favore” che si fa alla cittadinanza, ma siamo d'innanzi ad un preciso “dovere” nei confronti di essa!

Questi atteggiamenti che ostentano sicurezza ed autocompiacimento, in realtà nascondono una profonda insicurezza ed una mal celata voglia di vedersi riconosciuti, a tutti i costi, dei meriti per aver fatto cose di cui nessuno si è accorto.

Insomma, una vera e propria “excusatio non petita…

In merito all’«orgoglio che i cittadini di Mola avranno al termine dei lavori», così come sostengono gli estensori del manifesto – permetteteci di manifestare qualche (serio) dubbio sul fatto che, dopo i lavori, il “lungomare di Mola sarà uno dei più belli d’Italia”.

Evidentemente questi signori:

1 - hanno perso completamente la memoria di come era il lungomare di Mola prima dello scempio;

2 - forse non hanno visto altri lungomare e, quindi, manca loro la capacità del confronto;

3 - non hanno in alcun modo sviluppato, sin dalla nascita, il senso dell’estetica e del buon gusto.

E per concludere, un’ultima considerazione.

Indubbiamente chi è a conoscenza di atti o fatti che abbiano rilevanza penale, ha l’obbligo di denunciarli all’Autorità Giudiziaria; tuttavia rientra anche tra i doveri civici esprimere il proprio dissenso (ovviamente motivato) su alcuni comportamenti o atti dell’Amministrazione che, sebbene non possa essere loro attribuito un carattere penalmente rilevante (ma poi chi la stabilisce questa rilevanza, il cittadino?), possono rivestire carattere di inopportunità politica o di mancanza di necessaria trasparenza per meglio comprenderli, senza per questo dover essere, gli stessi, annoverati necessariamente nella tipologia di quelli che comunemente si definiscono “reati”.

In questi casi, la denuncia all’opinione pubblica, attraverso la stampa o attraverso svariate altre forme di diffusione delle informazioni, è legittima e non soggetta ad alcuna censura preventiva da parte di chicchessia.

Quindi è il caso di andarci piano, molto piano e con i piedi di piombo su certe affermazioni che suonano più come un’intimidazione per ridurre al silenzio colui che ha osato dubitare, piuttosto che come un pacato e democratico (tanto per usare un termine molto caro ai firmatari del manifesto) invito alla denuncia.

Se si tiene conto, poi, che l'accusa di strumentalizzazione viene da chi della strumentalizzazione stessa, della demagogia e di altre "armi" più o meno "convenzionali" ne ha fatto una ragione di vita (politica) e per anni ha usato questi strumenti contro i loro avversari, beh, allora... chi vuol capire, capisca e chi, invece, capire non vuole, stia attento alla sua coda: è di paglia e sta bruciando!

 

   

 

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