Ancora sulle chianche...

di Clemente Pansa

 

Se qualcuno pensa che molliamo l'osso proprio ora ed allentiamo l'attenzione su questa squallida (non certo per volontà nostra) vicenda, si sbaglia di grosso!

Il ferro, si sa, va battuto quando è caldo e l'aria, ora, è incandescente al punto giusto per affondare la lama nella ferita.

No, non è cinismo il nostro, ma dopo quasi due anni di decine di domande a cui sono seguite zero risposte, questo è il minimo che ci si possa aspettare come reazione dei Cittadini, buoni testimoni di un omertoso silenzio da parte dell’amministrazione, vecchia e nuova e della allora opposizione (sic!).

Dunque, perché mai tacere ora? Perché mai ritirarsi con la coda tra le gambe e darla vinta a chi ci ha preso in giro per due anni?

Probabilmente alcuni paladini della libertà, della imparziale informazione, dopo aver gettato strali – perché così imponeva il momento – contro tutto e tutti, scandalizzati per la vergognosa e disonorevole fine delle chianche del Lungomare (e non solo), ora tireranno i remi in barca.

Mettersi contro il potere può essere controproducente, a volte, anche pericoloso, quindi, meglio tacere. Ed assisteremo, nei prossimi giorni, a fragorosi silenzi che si leveranno dalle colonne di alcuni giornali locali i quali concentreranno il loro impegno  per informare i cittadini molesi sugli scippi a danno di qualche vecchietta, sui furtarelli in casa ad opera di piccoli delinquenti, sulla cronaca spicciola, insomma, riguardante una piccola e ridente cittadina di provincia sul mare, o, peggio ancora, si sperticheranno a criticare, se non addirittura criminalizzare, la nostra caparbia testardaggine (siamo o non siamo molesi capatosta?) nell'incalzare gli amministratori ed i funzionari del Comune a dire, una volta per tutte, la verità.

Abbiamo già segnali di "censura" operati in un sito cittadino che ormai "filtra" ogni riferimento a www.liberiamomola.it; segno evidente che la verità, a volte, potrebbe fare male. Molto male.

Il nostro Sito, comunque, è a disposizione di chiunque abbia qualcosa di significativo da dire in merito alla spar(t)izione delle chianche e degli arredi dell'ex Baby Park.

Naturalmente lo spazio è a disposizione anche degli Amministratori, qualora, colti da un improvviso raptus di generosità nei confronti dei loro Concittadini Elettori, avessero delle spiegazioni da fornire in modo da chiudere definitivamente questa triste storia, salvo che la stessa non sarà tenuta alla ribalta della cronaca da eventuali indagini giudiziarie da parte della Magistratura.

In questo caso ci sarà davvero di che divertirsi. Del resto, la notoria saggezza popolare dei proverbi non può che indurci a prescindere da essa e poiché chi è causa del suo mal, pianga se stesso, non si dolga poi se si troverà a sbattere il muso contro la tenacia e la determinazione di cittadini esasperati da una classe politica arrogante ed irrispettosa.

 

 

 

 

La lettera a LiberiamoMola di

Pino Castellana

 

Carissimi molesi e non, la verità è che il valore economico della chianche va ben oltre i trecentomila euro, al mercato nero, trattandosi ovviamente di prezzi da ricettazione e contrabbando. Infatti, chianche, basolati etc. sono beni non più esistenti e producibili in quella pietra. Pertanto, se andate da muratori, costruttori e “zaraffi”, sentirete che si possono trovare solo alcuni pezzi ad almeno Euro 160,00 (centosessanta) al metro quadrato; punto 2) sbaglia chi ritiene che si tratti di poche decine di migliaio di Euro di valore monetario.

Nella parte economica del Contratto c’è una voce riferita alla sola rimozione di “basoli” (con il trasferimento al deposito temporaneo), di soli cm. 18 (diciotto) di spessore…e per Euro 21.687.00,00,50 (ventunomilaseicentottantasette/50)-alias Euro 12.50 € unitario riferito a mq. 1735 (millesettecento trentacinque).

Allora, la guardiania è stata ricompresa in Contratto, ma il deposito di (chissà quante) chianche (le foto dicono chiaramente che non c’è stato inventario, ma solo selvaggio carico/scarico) è avvenuto a titolo gratuito (così detto in Consiglio comunale da Diperna, il 22 luglio 2010). Ed ancora: le chianche mica erano di 18 cm di spessore, ma ben più alte, altro che 18 cm. standard!!!

Poi: la parte economica del Contratto prevede anche che ci sia un prezzo di Euro 7.10 al mq. per svellimento, al fine del recupero, della cernita, della rilavorazione, accorgimenti varii antidanneggiamento, trasporto al deposito temporaneo, oneri di recinzione deposito e guardiania, misurazione superfici recuperate.

Vi invio copia di tutto, in allegato alla presente (leggi allegato).

Potrei dilungarmi, ma dico solo questo, per ora: Il sindaco Diperna ha sostenuto, nel Consiglio del 22 luglio scorso, che chi scrive di queste cose, cioè che le chianche sono sparite e sono state spartite, non ha nulla da fare e dice frottole, oltre al fatto che (chi scrive…) se ne assume la responsabilità in “solido”.

Poi, tra le altre cose di cui c’è tempo per il bagno-maria, ha aggiunto che lui è capace di andare casa per casa a raccontare che nulla può essere contestato alla sua parte politica (Diperna era anche nel passato Consiglio comunale e non si è mai accorto di nulla…).

Bene, ora lui vada casa per casa, che io gli vado dietro, insieme a tanti altri come me, che vogliono la verità.

Forza, Signor Sindaco, cominciamo il giro.

Prima, però, consiglio al Diperna di riflettere su ciò che ha detto a proposito delle frottole e delle responsabilità “in solido”.

Infatti, io “in solido”, ma tanti(!!!) altri dovranno ricorrere al canale di scolo vicino Portecchia, in quanto le fogne sversano “in liquido”, abusivamente, mescolando spartizioni ed omertà.

Ah, dimenticavo: l’articolo 39 del Capitolato speciale parla di prezzi di mercato da applicare.

Evidentemente ha omesso di precisare che trattasi di mercato nero.

La vicenda è penale. E morale.

Diperna è stato zitto e fa finta di non capire. O non capisce cosa sto dicendo?

IPSE DIXIT, in tutte le accezioni…

 

 

 

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