Una lettera al Sindaco di Mola, ovvero:

viaggio tra le stravaganze dell'Ufficio Protocollo

di Clemente Pansa

 

Un cittadino di Mola, un bel giorno, decide di scrivere al Sindaco su problemi seri che riguardano tutta la collettività alla quale egli appartiene.

E cosa fa? Prima di tutto scrive la lettera, poi la legge, la rilegge nel caso ci fossero ancora degli errori, dopo di che, poiché il cittadino ha un lavoro e non può assentarsi, incarica un amico (pensionato ed in "vacanza" a Mola) di presentare per suo conto all'Ufficio Protocollo del Comune la sua missiva.

E qui inizia il viaggio nelle "stravaganze" dell'Ufficio Comunale.

L'Amico "pensionato" (alla fine della storia vi sveleremo anche la sua identità), si reca di buon mattino al Municipio e sale al primo piano dove è situato l'Ufficio Protocollo per consegnare la lettera.

Egli ha con sé anche una delega del firmatario della missiva, scritta su una fotocopia del suo documento di identità, nel caso qualcuno dell'Ufficio si fosse rifiutato di "protocollare" un documento recante la firma di persona diversa da quella che lo consegnava. Questa delega, comunque, di fatto, non é servita.

L'impiegato addetto ritira le due copie e appone su entrambe un timbro di "Arrivo", restituendone una, quale ricevuta, con il suddetto timbro al presentatore, che rimane in attesa di ricevere il numero di protocollo della pratica appena consegnata.

Infatti, alla richiesta di avere il numero di protocollo assegnato, l'impiegato fornisce una risposta esilarante: "No, il numero lo mettiamo dopo che l'ha vista il Segretario" (Segretario Generale del Comune di Mola di Bari, ndr).

La risposta, naturalmente, lascia basito il presentatore il quale, dopo averla metabolizzata, replica: "Perché, la protocollazione è soggetta a censura preventiva del Segretario?"...

A questo punto, credo sia opportuno risparmiare il resto del "battibecco" tra il Cittadino presentatore della lettera e l'addetto al Protocollo, al quale, dopo qualche minuto, viene in soccorso un altro collega che, sentendo la discussione un po' animata, pensa bene di intervenire affermando, candidamente, che quella procedura è "una prassi" ed aggiungendo ancora: "Si fa così da 40 anni".

Naturalmente la risposta, ovvia, dell'Amico pensionato in vacanza a Mola é "... ed è da quarant'anni che sbagliate!".

A tutto ciò segue anche un'altra affermazione di carattere quasi intimidatorio da parte del nuovo intervenuto, ma su questo stendiamo il famoso e generosissimo velo pietoso, per non aggravare ulteriormente una situazione che di per sé è molto, molto, ma molto "singolare", nonché "imbarazzante".

A nulla, infatti, valgono le proteste, civili e garbate del presentatore, il quale dopo aver fatto presente che il numero di protocollo va apposto immediatamente (anche per rispettare, tra l'altro, l'ordine cronologico della presentazione) in quanto previsto da una Legge che non può essere "superata" da una prassi, quand'anche consolidata da quarant'anni, se ne va via dall'Ufficio con il solo timbro di "ARRIVO"! (vedi immagine a sinistra).

Chiudiamo qui l'incredibile racconto di come avviene, al Comune di Mola di Bari, la protocollazione dei documenti e riprendiamo la narrazione di quello che è accaduto, poi, nel tardo pomeriggio, prima della chiusura dell'Ufficio.

Verso le 17.45, accompagnato dall'Amico "presentatore" della mattina, si reca, al Servizio Protocollo, il firmatario della lettera in persona, per consegnare allo spassoso e divertente Servizio Protocollo del Comune di Mola di Bari - stavolta su suggerimento dello stesso Segretario Comunale - una formale richiesta di "accesso agli atti" (vedi allegato 3), al fine di venire in possesso, nei prossimi giorni, del numero di protocollo assegnato alla lettera inviata al Sindaco (vedi allegato 2).

Non aggiungiamo altri commenti.

Di seguito, potete leggere la lettera protocollata (ma con il solo timbro di arrivo) il 2 novembre alle ore 10.00 circa (almeno la data e l'ora sono certe!) a firma del Dott. Giuseppe Castellana e consegnata da quel "misterioso" pensionato in breve vacanza a Mola di Bari di cui ora, finalmente vi riveliamo l'identità: egli risponde allo stesso nome di colui che ha firmato quest'articolo...

Ah, quasi me ne dimenticavo.

Ma il signor Segretario Generale, novello Catone, del Comune di Mola di Bari, in tutta questa faccenda, ha qualcosa da dire, oppure preferisce avvalersi della "facoltà di non rispondere"?

 

 

Mola di Bari, 02 novembre 2010

                                                                                                             Al Sindaco del Comune di Mola di Bari

                                                                                                             Via A. De Gasperi, 137

                                                                                                             70042 Mola di Bari

 

Oggetto: richiesta dichiarazioni pubbliche su stato progettuale ed economico-finanziario del ns. Comune.

 

    Egregio Signor Sindaco,

intendo sottoporre alla Sua cortese attenzione lo stato di disagio informativo molto diffuso nella popolazione attenta, a proposito:

  1. dello stato economico-finanziario del Comune

  2. dello stato dei conti comunali, dei progetti annunciati, delle rassicurazioni sull’esistenza di coperture finanziarie adeguate ed a questi ultimi riferite;

  3. dei punti programmatici che Lei si è impegnato a realizzare entro 180 giorni dall’insediamento della Sua Amministrazione.

    Tra una ventina di giorni, al massimo entro la fine del corrente anno solare, tutti i molesi assisteranno alla puntuale “sagra” dei manifesti e dei comunicati che faranno lo “screening” a quanto da Lei promesso e da realizzarsi in soli sei mesi di Sua operatività politico-amministrativa, a Mola di Bari.

    Sta di fatto che, a fronte di quanto pur discusso durante i lavori del Consiglio comunale, non emerge quanto pur dibattuto tra la gente, all’insegna della marcata preoccupazione su quanto più volte annunciato e proclamato dall’Amministrazione che l’ha preceduta: mi riferisco ad una miriade di progetti annunciati, alle rassicurazioni verbali circa la loro “fondatezza”, unitamente a quelle sulle coperture finanziarie sempre verbalmente “garantite”.

    Che non trattasi di “voci” ed “illazioni” è dato tangibile: tutto, o quasi, rimane nel borbottio dei corridoi, negli sfoghi che non bisogna render pubblici, nell’opportunità di cercare di lavare i panni macchiati, restando in ambito famigliare, cioè tra gli addetti ai lavori comunali.

    Fra pochi giorni, Lei dovrà dire ai molesi tutti, quale sia adesso lo stato di Mola, tanto rispetto alle Sue promesse di soluzione per i 6 mesi iniziali, quanto per l’eredità che ha trovato nei cassetti, sia al positivo che al negativo. Senza nulla nascondere, né per “opportunità politica di parte”, né per “opportunità di tranquillo prosieguo del Suo mandato amministrativo”.

    Pertanto, alla luce di queste premesse, risulta già da ora opportuno e doveroso chiederLe di dire, alla popolazione tutta, quali risulteranno essere le positive risultanze del Suo operato amministrativo, in termini di realizzazioni ed attivazioni, alla scadenza dei primi sei mesi; ma, unitamente a ciò, Lei non dovrebbe lasciarsi sfuggire l’occasione di evidenziare ogni eventuale difficoltà incontrata, soprattutto se riferita:

    Occorre essere chiari: se Lei, Signor Sindaco, ha trovato tutto in ordine, conti, dati, Delibere, Ordinanze, procedure, carteggi di vicende varie ( in tutti i settori rivisitati sinora dall’Amministrazione attuale ), bene, dica e dichiari che ha trovato tutto in ordine, senza omissioni e senza zone d’ombra alcune,

    In caso contrario, Le chiedo di dire subito ai Molesi tutti, compreso quelli di Brooklyn, cosa c’è che non va e non torna , o che - addirittura – ostacola il normale esercizio del suo mandato.

    Quale migliore occasione, se non il ricorrere di questi “180 giorni della discordia”?

    Trasparenza, nessun occultamento con la scusa del danno irreversibile all’economia locale ed alla vita amministrativo-finanziaria, nessun calcolo politico per preservare l’esistente.

    Insomma, tutta la verità, anche se scomoda, sia che tutto risulti trasparente, sia che si debba tornare dal Prefetto.

    Allego alla presente n. 4 (quattro) fogli, quali copie di articolo (da “Città Nostra” on-line) a mia firma, già a Lei inviato nel passato mese di Aprile (rimasto, stranamente, senza protocollo comunale) e di articolo, a mia firma, pubblicato dalla Rivista mensile molese “Città Nostra” (giugno 2010), in tema di trasparenza su vicende molesi.

Giuseppe Castellana

Via Carlo Alberto, 29 – Mola di Bari

 

 

Nota della Redazione:

Allegato 1 - La lettera del Dott. Castellana segue con quattro pagine di allegati (vedi)

Altri documenti:

Allegato 2 - Copia della lettera con timbro "arrivo" del protocollo (vedi)

Allegato 3 - Copia richiesta di accesso agli atti (vedi)

 

 

 

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