Non perdiamole di vista 6

di Clemente Pansa   

  

L'intervista del coraggioso Concittadino, concessa al Sito LiberiamoMola e dallo stesso pubblicata senza censure il 23 scorso, sta provocando un terremoto negli ambienti politici e giornalistici di Mola.

Un articolo al vetriolo pubblicato su Città Nostra, chiede con forza all'ex sindaco - ed a quello attuale - di fornire delle risposte in merito alla sparizione degli arredi dell'ex Baby Park (lo ricordiamo per chi avesse la memoria corta: reperti archeologici, un cannone, un'elica, un'ancora e la fontanina) e delle chianche, basole e colonnine che un tempo non molto remoto, ornavano il Lungomare di Mola raso al suolo per far posto ad un'opera discutibile non solo dal punto di vista estetico, ma anche da quello pratico.

Nelle larghissime lastre di cemento che costituiscono la nuova pavimentazione del Lungomare, sono già visibili vistose spaccature.

L'orribile ringhiera che delimita tutto il perimetro dell'area che si affaccia sul mare è, esteticamente, molto discutibile. Un vero pugno nello stomaco! E vogliamo dire pure qualcosa sulle numerose e costose palme, la maggiorparte delle quali hanno già il “ciuffo” secco ed ingiallito?

E siamo soltanto a pochi mesi dalla loro messa a dimora. Se continua di questo passo, fra poco meno di un anno, ad essere ottimisti, rimarranno solo i fusti che ben presto potrebbero addirittura venire giù perché poco curati. Cosa dire, poi,  della viabilità sacrificata in due corsie a doppio senso di marcia con i parcheggi perpendicolari all'asse di marcia e, quindi, di grande intralcio al traffico e di notevole pericolo nel corso delle manovre di entrata e di uscita. 

Ma torniamo nostro “ex”.

Pur se trova giornali “amici”, tra l'altro in terra straniera (è un giornale di Conversano quello che gli ha dato spazio), a cui rilascia interviste apologetiche di se stesso, non può fermare l'ondata di critiche che si è abbattuta sul suo operato da parte di centinaia e centinaia di cittadini Molesi.

Se nelle elezioni amministrative dello scorso marzo per l'elezione del Sindaco ed il rinnovo del Consiglio Comunale, non l'ha spuntata sull'altro candidato, il dott. Stefano Diperna, probabilmente una ragione ci sarà; ma forse l'Arch. Nicola Berlen non si è ancora accorto di averle perse le elezioni e continua a rilasciare interviste come se fosse ancora sindaco (contento lui...).

A noi rimane, intanto, la constatazione che quel consenso che dice di avere, in effetti non c'è.

I Molesi lo hanno bocciato per le tante cose “non fatte” e per il “Fronte Mare” che, in fondo, non è poi risultato quel gran capolavoro che egli afferma di essere se non altro, almeno per le ragioni che abbiamo sopra esposto.

Nel contempo, qualche parola vogliamo spenderla anche per il nuovo amministratore della nostra cittadina, il neo-sindaco, dott. Stefano Diperna.

Sempre in merito alla questione delle chianche e di tutto quanto il materiale scomparso, di cui LiberiamoMola si sta occupando fin dal febbraio del 2009, da quando, cioè, è cominciato lo smantellamento del Baby Park.

Allo scopo di ricordare a tutti la nostra preoccupazione di allora, invitiamo a rileggere l'intervento del 4 febbraio 2009, a proposito della questione di Martino (ricordate l'ex custode del Baby Park?), LiberiamoMola, in quella data scriveva: «… Agli Amministratori, invece, vogliamo lanciare un appello diverso: Salviamo il salvabile!

Tutti sanno che in questi giorni è stato letteralmente raso al suolo il "Baby Park" antistante il lungomare di Mola.

É noto a tutti che all'interno di quella struttura di proprietà comunale, fossero custoditi alcuni oggetti che hanno fatto parte della nostra storia.

Alcuni capitelli, una colonna (romana?), una vecchia ancora, un cannone ed un'elica di un quadrimotore.

Questo il breve, ma prezioso, inventario dei piccoli tesori custoditi da Martino all'interno del Parco.

Ignoriamo dove questi oggetti siano stati collocati dopo la loro rimozione.

Desidereremmo tanto, però, evitare che a qualche malintenzionato venga in mente di utilizzarli per l'arredamento della sua villa o della sua abitazione.

Per questo è nostro preciso dovere rivolgere una preghiera al Sindaco affinché provveda IMMEDIATAMENTE a far sistemare quei reperti, magari nella villa Comunale di San Domenico, così che rimangano sotto gli occhi vigili di tutti, fruibili, quindi, da tutta la cittadinanza ed in modo da evitare, così, eventuali imprudenti tentazioni da parte di qualche furbacchione dell'ultim'ora...»

Avevamo, dunque, rivolto una “preghiera” al sindaco, ma non ci ha ascoltato; come non ci hanno ascoltato neanche coloro che erano all'opposizione (e che ora governano Mola), attuale sindaco compreso.

Noi li riteniamo entrambi colpevoli di omissione e se ci saranno altre situazioni che configureranno ipotesi di reato, aspettiamo che a dirlo sia la Magistratura inquirente.

Attendiamo fiduciosi che la giustizia faccia il suo corso e ci auguriamo colpisca in modo esemplare i colpevoli non solo per il rispetto che si deve alla Legge, ma anche per quel rispetto negato a tutti i Cittadini di Mola (è bene ribadirlo fino alla nausea, sono gli unici proprietari dei beni scomparsi) da parte di una classe politica arrogante e sicura di poter contare su un'immunità permanente e continua.

Per finire.

A quel “Yellow” che scrive idiozie nei Blog molesi, vogliamo ricordare che la storia delle chianche non è un “riflettore acceso su altri argomenti che interessano pochi addetti ai lavori o alle chiacchiere”, “per offuscare quanto di bello realizzato e godibile splende agli occhi dei tanti cittadini” (citiamo testualmente), perchè, caro Yellow, caso mai tu non lo sapessi, quei “pochi addetti ai lavori” sono circa 30.000, tra i quali ci sei anche tu, utile idiota… E, forse, per quello che hai scritto, ti dovresti un po' vergognare.

Absit iniuria verbis...

 

 

 

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