Il Sindaco è nero!

di Clemente Pansa   

  

Non vogliamo dire che l'attuale Sindaco è "nero" perché il precedente era "rosso"...

E, naturalmente, non ci riferiamo al colore dei capelli, bensì...

 

Caro Direttore,

Ho avuto fra le mani in questo momento una copia della pagina 9 del settimanale Fax n. 40 del 16 Ottobre. Sono letteralmente amareggiato e disgustato da quella vergognosa maxi-vignetta dal titolo “Molesi a New York City”, il cui tema è il mio soggiorno in USA con tre Assessori della mia Giunta.

E’ opportuno che tutti i molesi sappiano che le spese di viaggio e soggiorno mie e della mia consorte sono state sostenute dal “Van Westerhout Cittadini Molesi Social Club” di Brooklyn dal quale ho ricevuto l’invito e che ho ringraziato pubblicamente. Gli Assessori Vito Carbonara, Nicola Pellegrini e Sabino Jacoviello si sono assunti l’onere del pagamento in proprio di ogni spesa di viaggio e soggiorno. Smentisco nel modo più assoluto che il Comune di Mola abbia sostenuto l’onere di questa nostra breve permanenza a New York: non ha tirato fuori neppure un centesimo. Ogni cittadino può verificare: non esiste alcuna deliberazione in merito e quindi, nessun impegno di spesa. Per questi motivi contesto vivamente il messaggio che il giornale di Conversano ha voluto far passare. Il danaro dei cittadini per noi è sacro. Ed a me pare che nei pochi mesi di amministrazione abbiamo già ampiamente dimostrato il cambio radicale nella gestione delle risorse pubbliche.

Approfitto “una tantum” della straordinaria diffusione del Suo sito, ed affido a Lei, caro Direttore, questa mia nota per riportare serenità fra la popolazione, evidentemente confusa da quella vignetta che non ha ragione di esistere, se non nella mente di chi ha perso la serenità di giudizio.

Colgo l’occasione per ringraziarLa per i servizi che sta dedicando agli entusiastici incontri con la comunità molese di questa straordinaria metropoli. L’affetto dei nostri concittadini americani fa dimenticare e passare in secondo ordine anche le insinuazioni più cattive.

Cordialmente

                                                                Stefano Diperna – Sindaco

 

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Questa lettera, che riportiamo integralmente, è stata inviata dal Sindaco Diperna – direttamente dagli Stati Uniti d’America - al Direttore di “Città Nostra”, il quale l’ha immediatamente pubblicata.

Ciò che ha scatenato l’ira del Sindaco (ricordiamo che il titolo dato al Post dal Direttore “N.Y. – Diperna incazzato nero”, la dice lunga sull’umore dell’estensore della lettera) è, secondo quanto egli stesso dice, una vignetta apparsa sul settimanale Fax il 16 ottobre scorso.

Ma cosa aveva la vignetta di tanto offensivo da scatenare cotanta ira da parte del Primo Cittadino in visita ai suoi Compaesani d’oltre Oceano?

Ed eccola, la vignetta incriminata.

Una vignetta che può anche non piacere perché ritenuta priva di spirito, ma, francamente, non ci sembra tanto offensiva o “vergognosa” da suscitare una tale reazione da parte del Sindaco, al punto da farlo incazzare così neramente!

Il Popolo, si sa, a volte è spinto a giudicare in maniera qualunquista certi avvenimenti. Tuttavia, c’è da dire a sua discolpa, che il più di queste volte è condotto per mano su quella strada dalla stessa classe politica, molto solerte e loquace nel discolparsi di fatti più o meno insignificanti, ma molto taciturna quando le poste in gioco sono molto più alte.

Cosa vogliamo dire?

Vogliamo dire che non siamo pronti ad accusare un Sindaco, chiunque esso sia ed a qualunque schieramento appartenga, se dovesse usare del denaro pubblico per recarsi in una terra lontana per portare il saluto della Città che rappresenta ai Concittadini emigrati in quella terra lontana per lavoro. In fondo non ci sarebbe nulla di male. Riterremmo che quei soldi siano stati spesi per una giusta causa. Se, al contrario, su questo argomento, qualcuno dovesse decidere di fare dell’ironia, per quanto non condivisibile, siamo convinti che la stessa ironia non darebbe origine ad un’offesa tale da giustificare una reazione così spropositata.

Osserviamo, invece, che quella tempestività per precisare - ad una testata giornalistica locale – che l’Amministrazione non aveva in alcun modo, per quel viaggio, fatto ricorso a risorse economiche pubbliche, l’avremmo particolarmente gradita e molto apprezzata se altrettanto tempestivamente, al momento del suo insediamento, avesse risposto ad altre testate giornalistiche o Siti Internet ad alcune domande sulla sparizione delle chianche ed altre piccole cosucce, fin dal febbraio dello scorso anno, dall’area dei lavori per il Fronte Mare.

Ecco, lì non erano in ballo tre-quattromila Euro, il costo, cioè, di un biglietto andata e ritorno da New York e qualche giorno di permanenza, bensì qualche centinaia di migliaia di Euro.

Dunque, considerato che lo stesso Sindaco ha affermato che Il danaro dei cittadini per noi è sacro”, ecco il motivo per il quale avremmo molto apprezzato una sua risposta repentina in merito alle questioni poste.

Ma è ovvio che non si può pretendere che il nuovo Amministratore si perda dietro a qualche sconsiderato cittadino che per un capriccio vuole sapere dove sono finite quelle chianche che per quasi un secolo hanno ornato il bel (ex) Lungomare di Mola.

D’altra parte, però, non si può neanche pretendere che il popolo bue stia zitto e parli solo se interrogato.

In democrazia non funziona così. Si può anche non essere d’accordo e legittimamente non condividere affatto le idee degli “oppositori”, ma certamente non si può impedire loro di parlare; e se poi le parole vengono fuori perché stimolate da assordanti silenzi, allora, per lo meno, si abbia la decenza di continuare a rimanere in quel silenzio e a non lamentarsi delle critiche.

Excusatio non petita, accusatio manifesta”, che, tradotta in parole povere significa: “Se nessuno ti chiede delle giustificazioni e tu, invece, senti di darle, allora vuol dire che hai la coda di paglia”

E chi ha la coda di paglia, deve stare attento a scherzare col fuoco perché rischia davvero di bruciarsela.  

 

 

 

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