I soldi e gli appalti, quale trasparenza?

 

di Pino Castellana   

 

Mentre gli oleandri piantumati l’anno scorso da questa Amministrazione, al fine di far vedere che l’albero di centro-destra fosse meglio dell’albero di centro-sinistra, son seccati o -comunque- hanno ceduto alla forza della rosa dei venti, si aspetta di vedere quanti altri soldi verranno spesi per porre rimedio a questo fallimento vestito di foglie secche, e a quanta altra moneta verrà probabilmente messa in campo per ripulire dal seccume le palme strapiene di foglie ormai inguardabili.

In attesa di poter documentare la condizione della strada per Cozze, arteria pericolosa, buia e priva di manutenzione e segnaletica di sicurezza, è urgente sottolineare quella che appare come una scelta dubbia: parlo della allestenda pista ciclabile sul tratto in uscita, in direzione Bari.

In tanti stanno notando che la sede stradale, restringendosi pericolosamente, sta già ponendo interrogativi tanto sulla sicurezza dello scorrimento dei mezzi pesanti (in relazione allo spazio di corsie disponibile), quanto sullo stesso cordolo in calcestruzzo, che solo a guardarlo incute preoccupazione per quanto speriamo non succeda mai… . Poi, chissà chi bonificherà mai le "cunette" o "fossi di guardia" (i carvùnèèle) … e dove scorrerà l’acqua piovana, con quel cordolo di cemento. Per me, si allaga…

Non so cosa succederà in questi ultimi giorni di frenesia e di corsa a fare lo "splendido-splendente": sta di fatto che,

  1. mentre le polemiche su quelli che furono i lavori del "fronte-mare" del centro-sinistra restano in piedi per via di materiali che cedono, allagamenti che si ripetono, sabbia ed alghe che si accumulano in un habitat non raggiungibile da opere di bonifica e di pulizia, eccetera (lo vedremo nel corso del tempo, alla faccia dei collaudi…),

  2. già si affacciano annunci di progetti e gare d’appalto ultramilionarie, per i cui espletamenti si intravede già da adesso il fantasma delle solite ditte che, a Mola, fanno sempre fagotto, direttamente o indirettamente, nel segno di una sorta di "cartello" che ha il monopolio sull’aggiudicazione o sui subappalti di lavori, di forniture.

Sto scrivendo, evidentemente, di quanti, da tanti decenni, spadroneggiano nei corridoi dove si innaffiano i favori e dove si mette il concime alle cordate degli "affari", nei vantaggi indotti da frequentazioni parentali e partitiche che aprono le porte ai carteggi ed alle "notizie" sulla eventuale concorrenza.

Ora, mentre i bacchettoni locali blaterano in diversi partiti o coalizioni su chi ha fatto cosa e chi farà cos’altro, resta l’interrogativo della trasparenza e della mangiatoia che di nuovo torna ad aleggiare, come un fantasma, sulla " Piazza grande " di Mola, nel silenzio di tanti, incapaci come sono di mettersi di sentinella, contro la corruzione, contro il malaffare: bisogna evitare che, mentre i "blogs", le parole al vento delle conferenze degli scemi si gonfiano di aria fritta, i soliti piloti consumino il "cappotto", come fu per le cose rubate sul lungomare, dove "padrone, sotto e mese di marzo" si scolarono tutta la birra…

Meditate, "Capatosta" miei concittadini, meditate!!!

 

 

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