Concluso il sondaggio

di Clemente Pansa   

  

Si è concluso il sondaggio pubblicato sul Blog del Sito di LiberiamoMola.

Alla domanda "Sei favorevole all'effettuazione del carotaggio nella cosiddetta "discarica della morte" sita in contrada Martucci per sapere cosa giace lì sotto da anni?", il 99% dei partecipanti ha risposto "SI".

Un solo, isolato, inquietante ed inaspettato "NO".

Siamo certi che le cause che hanno determinato quel voto siano state dovute:

a) ad un probabile errore dell'elettore; b) l'elettore era il proprietario della discarica; c) l'elettore era un impresario di pompe funebri.

Ma mettiamo da parte gli scherzi ai quali si ricorre solo per sdrammatizzare una situazione che meriterebbe di essere, invece, analizzata da uno psicoterapeuta, ma uno davvero bravo!

In quindici giorni di voto, hanno aderito all'iniziativa solo 114 persone.

É impensabile solo immaginare che a tutto il resto della popolazione la cosa sia stata del tutto indifferente, poiché ciò, davvero, imporrebbe un'attenta ed approfondita analisi da parte di una schiera di psichiatri e psicoterapeuti per studiare un comportamento così lontanamente fuori da ogni naturale razionalità...

É evidente, quindi, che di altro si è trattato: probabilmente della solita apatia che caratterizza la maggior parte di noi meridionali ed in particolar modo, noi Molesi!

Detto questo, rimane, comunque, forte ed improcrastinabile la necessità di effettuare il più presto possibile questo esame di carotaggio per scoprire, finalmente - ed una volta per tutte - cosa si cela sotto quell'enorme ammasso di rifiuti che è la "discarica della morte" di Contrada Martucci.

Plaudiamo all'iniziativa del Comitato "Chiudiamo la discarica Martucci" di domani mattina, alle 10.00, presso il Castello Angioino, ma non possiamo non rilevare la debolezza della richiesta contenuta nel manifesto e nel volantino che invitano la Cittadinanza a partecipare.

Rileviamo la debolezza di una generica ed appena abbozzata richiesta di fare chiarezza su quanto negli scorsi decenni, in quella discarica è stato sversato!

Sinceramente, per un Comitato che dovrebbe essere, passatemi il termine, "incazzato nero", per tutta una serie di circostanze ed avvenimenti, anche luttuosi, imputabili in buona percentuale al forte inquinamento provocato da quel luogo maledetto, una richiesta di chiarimenti avanzata in siffatto modo, mi sembra, francamente, abbastanza scialacquata...

Non si fa menzione da nessuna parte del termine "carotaggio"...

Come pensano, allora, di "fare chiarezza" e conoscere il contenuto della buca? Forse andando a chiederlo, magari a quelli stessi che quella roba ha lì dentro buttato?

Ed è così che scattano, legittimi, meccanismi di associazioni di idee, di elucubrazioni mentali neanche tanto pindariche che ti portano a pensare (e, come si sa, in questi casi molto spesso ci si azzecca...) a connivenze, interessi inconfessabili, coperture politiche ed omertose quanto antipatiche alzate di spalle, come a ricordare che "anche io tengo famiglia...".

Abbiamo come la sensazione che la protesta sia, come spesso accade, teleguidata... Sosteniamo le tesi della chiusura, così facciamo contento e coglionato il popolo bue e noi continuiamo a fare affari in altro modo. Come? Beh, per esempio, chiudendo la discarica e riconvertendo il business dello smaltimento in "produzione di ecoballe", "inceneritori", "termovalorizzatori"...

Naturalmente tutto questo è puro complottismo e fantascienza, dirà qualcuno...

E noi, per non contraddirlo, non gli diamo torto, però, per lo meno ci dovete permettere di usare. come più ci aggrada, la nostra fantasia per raccontare queste fiabe a chi crede ancora al mondo dei sogni...

Ci auguriamo, quindi, che domani il problema verrà sollevato e che la richiesta così blandamente espressa nel manifesto, si faccia forte e la si lanci anche a muso duro, se necessario, nei confronti di chi potrebbe avere tutto l'interesse a smorzare i toni per continuare a gestire, indisturbato, questo grande business che è lo smaltimento dei rifiuti accompagnato da un altro super business che è quello della produzione dell'energia cosiddetta "alternativa", "rinnovabile"...

Ma questa è un'altra storia di cui parleremo, se lo vorrete, in una delle prossime volte.

 

Leggi l'invito del Comitato "Chiudiamo la discarica Martucci"

 

 

 

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