Succede un 48?

di Pino Castellana
    

Un parto richiede 9 mesi, la facile propaganda richiede 180 giorni, la falsificazione storica e la mistificazione politica fanno balenare che può “ succedere un ’48 ”, mentre va in onda solo un qualsiasi… “SESSANTANOVE”.

Di cosa sto scrivendo? Della discarica in contrada Martucci, agro di “Norba”, alias Conversano, che sta sopra al monte, mentre Mola… sta sotto.

Tutti quelli che sono stati platealmente zitti per decenni, insieme ai loro padrini politici da 36 anni a questa parte, insieme ai loro datori di pacchetti di preferenze e consensi clientelari, ora chiamano le folle a ribellarsi ed a marciare sui palazzi della ragion di Stato.

Coloro i quali si son ben guardati dal praticare la disobbedienza civile, quando erano “in auge” e ben ancorati alle poltrone di comando, ora chiamano alla cogestione della finta lotta, con voce ipocrita e lacrime di “coccodrillo”.

Coloro i quali fecero “marciare” i molesi contro la chiusura dell’allora “ospedale di Mola”, tornano ora a far marciare i loro eredi, contro i mulini a vento, per cercare di ristabilire un equilibrio di potere locale, su base trasversale, attraverso la strumentalizzazione della fase di emergenza da “troppi rifiuti”.

Tenta di riaffiorare la posizione da “sessantanovesimo” in classifica, tipica ipocrisia pseudo politica di chi prima stendeva lenzuola elettorali contro l’ennesimo insediamento dei longobardi triggianesi, consorziati con la Signora della Confindustria, e poi ne sposava la “sanificazione”, ”ergo”  il matrimonio indissolubile con quello che si odiava e si combatteva fino al giorno prima, un sessantanove vorticoso e vorace che non ricordo di aver mai registrato nelle pur fantasiose linee guida dei vecchi democristiani e dei loro soci dell’allora “compromesso storico”.

ATTENZIONE, amici e non, Molesi tutti: stanno di nuovo tentando di fregarvi, illudendovi!

Costoro, i politicanti da strapazzo, quelli di prima e quelli di ora, sono d’accordo su un punto: chiedervi di lanciarvi sulla piazza, per poi strumentalizzare la folla e mediare l’ennesima truffa, in una nuova mediazione trasversale che ridisegni, su scala locale, un nuovo equilibrio di potere, qualunquista e depistante.

LA LOTTA PER CHIUDERE GLI IMPIANTI DELLA PUZZA, DELL’INQUINAMENTO PROGRESSIVO E DEGLI INDICI PREOCCUPANTI DI INCIDENZA DELLE MALATTIE PARTICOLARI, É SACROSANTA: il profano è costituito dalle bandiere dei politicanti!

INDIVIDUARE, FUORI DAL CONTROLLO PILOTATO DAI PARTITI, OGNI FORMA DI INIZIATIVA E DI LOTTA, nella chiarezza dei ruoli e sugli interessi diffusi!

Solo in una logica di autentico movimento libero ed autonomo è possibile capire il da farsi e vincere sulla logica dell’emergenza, sul cappello partitico, sulla logica “di stato” che impone coercitivamente e sulle ipocrisie degli stessi che sono sempre stati zitti, in tutti gli schieramenti che ora sbraitano.

Altro che “ristoro economico”, ventilato da chi illudeva i molesi che, in cambio di un ennesimo impianto di “balle” (e poi di incenerimento… e poi cos’altro?) avremmo pagato meno tasse sui rifiuti.

Pagheremo molto di più, e saranno i soliti contribuenti a pagare TUTTO, mentre tutti gli altri (mai censiti, per esempio nell’agro molese…) continueranno a non pagare.

Sì alla mobilitazione, sì alla lotta, ma senza i trucchetti dei partiti, che per pararsi il …. vorrebbero gestire il malcontento e la protesta, per poi svendere il tutto sull’altare delle false promesse e delle mediazioni col trucco!

 

 

 

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