N. 00871/2009 REG.SEN

N. 00195/2009 REG.RIC

 

 

REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Puglia

(Sezione Terza)

ha pronunciato la presente

SENTENZA

ex art. 21 e 26 della legge 1034/71 e successive modifiche e integrazioni,
Sul ricorso numero di registro generale 195 del 2009, proposto da:
Santa Bello, rappresentata e difesa dall'avv. Donato Sciannameo, con domicilio eletto presso Salvatore Castellaneta in Bari, via De Rossi, 200;

contro

Comune di Mola di Bari in persona del Sindaco, rappresentato e difeso dall'avv. Vittorio Triggiani, con domicilio eletto presso Vittorio Triggiani in Bari, piazza Garibaldi, 23;

nei confronti di

La Lampara, rappresentato e difeso dall'avv. Angelo Giampietro, con domicilio eletto presso Segreteria T.A.R. Bari in Bari, Piazza Massari;
Nidito S.n.c., rappresentato e difeso dagli avv. Salvatore Basso, Gaetano Franzese, con domicilio eletto presso Salvatore Basso in Bari, corso Mazzini, 134/B;

per l'annullamento

previa sospensione dell'efficacia,

dell'ordinanza sindacale n. 109 del 23.12.2008;

 

Visto il ricorso con i relativi allegati;

Visto l'atto di costituzione in giudizio del Comune di Mola di Bari in persona del Sindaco;

Visto l'atto di costituzione in giudizio di La Lampara;

Visto l'atto di costituzione in giudizio di Nidito S.n.c.;

Viste le memorie difensive;

Visti tutti gli atti della causa;

Relatore nella camera di consiglio del giorno 25/02/2009 il dott. Gianluca Rovelli e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale;

Avvisate le stesse parti ai sensi dell'art. 21 decimo comma della legge n. 1034/71, introdotto dalla legge n. 205/2000;

Ritenuto e considerato in fatto e diritto quanto segue:

 

FATTO

La ricorrente, proprietaria dei locali a piano terreno ubicati al di sotto della sua abitazione, li concedeva in locazione ad uso commerciale alla Ditta Vavallo Giuseppe, Iacoviello Bruno e Rotodi Vito per l’esercizio dell’attività di ristorazione denominata “La Lampara”.

Veniva stipulato contratto di locazione e accordo transattivo tra le parti che prevedeva l’obbligo della Ditta “La Lampara” di eseguire lavori di insonorizzazione dei locali.

Secondo l’esposizione della ricorrente, tali lavori non venivano realizzati e per tale motivo pende giudizio dinanzi al Tribunale di Bari per la risoluzione del contratto.

Sempre secondo l’esposizione della ricorrente, la situazione era aggravata dai rumori prodotti dal confinante Ristorante Pizzeria “Taverna Angiolina – Nidito s.n.c. di Ardito Teresa & C., ubicato al civico 30 della stessa via Colombo.

In ragione di tali rumori, la ricorrente provvedeva a depositare in data 10 aprile 2008 una richiesta di accertamento presso l’ARPA Puglia, che effettuava le misurazioni in data 26 maggio 2008.

L’Arpa, a seguito delle misurazioni, attestava che “ ai sensi dell’art. 3 della L.R. n. 3 del 2002 , le immissioni sonore riconducibili alle sorgenti sonore presenti nei locali cucina delle attività commerciali ristoranti “La Lampara” e Taverna Angioina Nidito s.n.c superano i vigenti limiti differenziali di 3 d.BA in periodo di riferimento notturno in ambiente abitativo”.

Sulla base della relazione dell’Arpa, inviata al Comune di Mola di Bari in data 3.06.2008, il Sindaco adottava ordinanza n. 68 del 4.08.2008 con la quale si ordinava ai legali rappresentanti delle attività “la Lampara” e Taverna Angioina di predisporre e trasmettere entro trenta giorni dalla notifica un piano di bonifica redatto da un tecnico competente in acustica ambientale stabilendo che entro lo stesso termine dovessero effettuarsi gli interventi necessari.

Nel termine stabilito non risultava effettuato alcuno degli interventi ordinati dal Sindaco. Con nota depositata il 9 settembre 2008 all’ufficio protocollo del Comune, la ricorrente diffidava il Sindaco ad attuare le misure urgenti al fine di ottenere l’abbattimento o il contenimento delle immissioni rumorose provenienti dalle attività in questione.

La ricorrente depositava dunque denuncia – querela presso la Procura della Repubblica di Bari.

Con ordinanza del G.I.P. del Tribunale di Bari, in data 12.12.2008, veniva disposto il sequestro preventivo delle due attività commerciali.

Con ordinanza n. 102 del 17.12.2008, il Sindaco di Mola di Bari, sulla base di rilevamenti dell’ARPA Puglia, inibiva l’attività dei ristoranti “La Lampara” e “Taverna Angioina” in perido notturno e cioè dalle ore 22,00 alle ore 6,00, finché la stessa ARPA non avesse certificato l’intervenuta bonifica acustica e quindi il rispetto dei limiti di rumorosità previsti per legge.

In data 20.12.2008, per ordine del P.M. di Bari, venivano rimossi i sigilli alle due attività e venivano nominati due tecnici per gli accertamenti di competenza.

Con ordinanza 109 del 23.12.2008, il Sindaco del Comune di Mola di Bari revocava l’ordinanza sindacale n. 102 del 17.12.2008.

Avverso tale provvedimento insorgeva la ricorrente deducendo articolate censure di seguito sintetizzabili:

illegittimità dell’ordinanza sindacale n. 109 del 23.12.2008 per eccesso di potere: difetto dei presupposti;

illegittimità dell’ordinanza sindacale n. 109 del 23.12.2008 per violazione di legge e/o eccesso di potere, mancanza o difetto di motivazione, illogicità, contraddittorietà;

illegittimità dell’ordinanza sindacale n. 109 del 23.12.2008 per eccesso di potere, illogicità per cattivo uso della discrezionalità amministrativa.

Concludeva per l’accoglimento del ricorso previa concessione di idonea misura cautelare.

Si costituiva il Ristorante Taverna Angioina Nidito contestando puntualmente le argomentazioni della ricorrente e chiedendo il rigetto del ricorso.

Si costituiva il Comune di Mola di Bari contestando puntualmente le argomentazioni della ricorrente e chiedendo il rigetto del ricorso.

Si costituivano i signori Vavallo Giuseppe, Iacoviello Bruno e Rotondi Vito quali cogestori del ristorante La Lampara contestando puntualmente le argomentazioni della ricorrente e chiedendo il rigetto del ricorso.

In data 24.02.2009, la difesa del Comune depositava memoria.

Alla camera di consiglio del 25.02.2009 il ricorso passava in decisione con sentenza in forma semplificata sussistendone i presupposti.

 

DIRITTO

Il ricorso è fondato e merita di essere accolto.

Alcune precisazioni in punto di fatto appaiono necessarie ai fini della risoluzione della controversia all’esame del Collegio.

Risulta dalla relazione dell’Arpa Puglia, dipartimento provinciale di Bari, agli atti della causa, che le emissioni sonore riconducibili alle sorgenti sonore presenti nei locali “cucina” delle attività commerciali Ristoranti “La Lampara” e Taverna Angioina, superano i vigenti limiti differenziali di 3 dBA in periodo di riferimento notturno in ambiente abitativo.

A seguito degli accertamenti dell’Arpa il Sindaco ha adottato ordinanza in data 17.12.2008 con la quale disponeva l’inibizione parziale in periodo notturno e segnatamente dalle ore 22.00 alle ore 6.00 delle attività fonte di inquinamento acustico.

Orbene, l’intervento sindacale in questa materia è riconducibile ai poteri che lo stesso Sindaco può esercitare adottando ordinanze di necessità, allorché il disagio provocato agli abitanti di una residenza raggiunge un grado di intollerabilità, oggettivamente accertato, tale da assurgere a una forma di vero e proprio inquinamento acustico con danno alla salute delle persone; in siffatta situazione, qualora, cioè, si raggiunga tale stato di emergenza, deve riconoscersi al Sindaco il potere di intervenire con i mezzi eccezionali che l'ordinamento pone a sua disposizione che lo facoltizza a modificare gli orari degli esercizi commerciali, dei pubblici esercizi e dei servizi pubblici per fronteggiare l'inquinamento acustico.

Va poi ricordato che oltre ai poteri di ordinanza previsti dagli art. 50 e 54 d.lgs. n. 267 del 2000, nella specifica materia dell’inquinamento acustico, è applicabile altresì la disposizione di cui all’art. 9 l. n. 447 del 1995, che può essere adottata anche a seguito dell'esposto di una sola famiglia, costituendo la predetta ordinanza l'ordinario rimedio in tema di inquinamento acustico (cfr T.A.R. Lombardia Milano, sez. IV, 02 aprile 2008 , n. 715).

Dall’esame degli atti di causa, il Collegio osserva che appare sussistere un potenziale pericolo per la salute per parte ricorrente, a causa delle sorgenti sonore che, allo stato, non appaiono essere state oggetto di effettivi interventi volti alla riduzione dell’inquinamento acustico.

Va precisato altresì che, accertato anche il solo potenziale pericolo per la salute umana, il “bene salute” deve costituire oggetto di tutela in via assolutamente primaria anche in applicazione di un ragionevole principio di precauzione.

L’ordinanza qui impugnata si appalesa pertanto illegittima e deve essere annullata poiché essa sconta tutti i vizi dedotti dalla ricorrente con i motivi indicati in epigrafe.

Il ricorso deve pertanto essere accolto fatti salvi gli ulteriori provvedimenti che l’Amministrazione vorrà motivatamente adottare in modo adeguato, al fine di raccordare il corretto esercizio del proprio potere di ordinanza, con l’attività di indagine disposta dall’Autorità Giudiziaria relativa al procedimento penale in corso.

La specificità del caso all’attenzione del Collegio, induce a ritenere sussistenti le ragioni per disporre la compensazione delle spese di lite.

P.Q.M.

Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Puglia, sede di Bari sezione Terza, pronunciando definitivamente sul ricorso in epigrafe lo accoglie nei sensi di quanto esposto in motivazione e per l’effetto annulla l’atto impugnato.

Spese compensate.

Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'autorità amministrativa.

Così deciso in Bari nella camera di consiglio del giorno 25/02/2009 con l'intervento dei Magistrati:

Amedeo Urbano, Presidente

Vito Mangialardi, Consigliere

Gianluca Rovelli, Referendario, Estensore

 

 

L'ESTENSORE

 

IL PRESIDENTE

 

 

DEPOSITATA IN SEGRETERIA

Il 15/04/2009

(Art. 55, L. 27/4/1982, n. 186)

 

IL SEGRETARIO

 

 

 

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