Chianche: una "never ending story" che, prima o poi, manderà qualcuno in galera! 

di LiberiamoMola

  

Come promesso, riprendiamo la pubblicazione di tutte le foto riguardanti una nuova "location" dove sono state avvistate altre chianche.

Le foto sono inedite, tranne qualcuna, perché già anticipata qualche settimana fa.

E perché non si perda la memoria di quanto già detto in passato e per rinfrescare la stessa, riproponiamo, insieme alle foto (così le contestualizziamo), l'articolo che il nostro Clemente Pansa ha scritto il 4 aprile scorso.

  

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Non perdiamole di vista 8

di Clemente Pansa

 

É stato sicuramente un colpo di scena quello del ritrovamento di un bel po' di materiale trafugato dal Lungomare di Mola e ritrovato ... abbandonato, in un luogo che, vogliamo sperare, ora sia sotto controllo da parte dell'Autorità di Polizia.

I dubbi che quelle chianche e basole non provengano dai lavori di smantellamento del Lungomare, ci appaiono molto remoti. C'è, infatti, un'incredibile somiglianza fra quelle pietre ritrovate, fotografate e rese pubbliche da Città Nostra e quelle che un tempo costituivano l'elegante mise del nostro, purtroppo ex, Lungomare.

E per dare maggior risalto, caso mai ce ne fosse bisogno ancora, a quello che si può tranquillamente definire "il furto del secolo a Mola di Bari", pubblichiamo anche noi una serie di fotografie, pervenute al nostro Sito qualche giorno fa.

Adesso vi racconto, così chiariamo subito il mistero della provenienza di queste foto a beneficio di chi potrebbe essere interessato ad avere ragguagli in merito alle foto in nostro possesso, come le abbiamo ricevute e chi le ha scattate.

Cominciamo con l'ultimo quesito: non abbiamo la più pallida idea di chi abbia scattato quelle foto perché (e così rispondiamo anche alle altre due domande) ci sono arrivate, in busta chiusa e senza mittente per posta ordinaria.

Noi le abbiamo scannerizzate e, qui di seguito, ne ritroverete alcune, giusto per farvi vedere quante sono, ma vi promettiamo che prossimamente le pubblicheremo tutte.

Per ora accontentatevi di un piccolo "assaggio".

Naturalmente, voglio cogliere l'occasione per ringraziare il nostro anonimo amico per averci fornito questo prezioso materiale che speriamo si rivelerà utile per individuare i responsabili della indebita appropriazione di beni della collettività.

Prima di passare, però, alla visualizzazione delle foto, vi chiedo ancora qualche secondo di attenzione per dirvi che nessuno è in grado di stabilire quante chianche siano state custodite in luoghi sicuri al riparo da furti ad opera di male intenzionati (comunque delle personcine a modo), visti i numerosi ritrovamenti che si susseguono giorno dopo giorno in località dove NESSUNO fino a ieri aveva mai notato niente.

Esattamente come NESSUNO ha mai notato niente in Paese.

Ora, poichè le cosiddette voci di corridoio circolano molto meglio che le informazioni, diciamo così, "ufficiali", abbiamo motivo di credere che in alcune abitazioni private - e, dunque, spudoratamente, sotto gli occhi di tutti - si trovino in giro per il Paese, decine di queste chianche.

Basterebbe osservare meglio, magari affacciati al balcone di casa, per scoprire che il proprio vicino ha pavimentato un viale, un cortile interno della sua casa o il viale della sua villa al mare...

Oh, naturalmente sono tutte supposizioni fantasiose. Non c'é nulla di provato...

Ma, sai, come diceva un vecchio Volpone della politica italiana: "A pensar male si fa peccato, ma il più delle volte ci si azzecca..."

Se qualcuno sa, allora, ci faccia sapere.

Troveremo noi il modo di divulgare le informazioni senza tradire la fonte.

Sappiamo bene tutti, è inutile nascondercelo, che potrebbe essere "pericoloso" e "dannoso per la salute" divulgare certe notizie.

Chi si è appropriato così sfacciatamante di un bene pubblico, è evidente che non esiterà ad agire, finanche in modo "energico", nei confronti di chi, abbia avuto l'ardire di parlare, comportandosi, in tal modo da bieco delatore, da infame. In altre parole, da spia.

Intanto noi procediamo sulla nostra strada, divulgando tutto quello che arriva in redazione, avendo noi il concetto di delazione leggermente diverso da quello usualmente interpretato da quei galantuomini di cui sopra.

Ed ecco le foto.

 

 

 

 

E, visto che non ci è pervenuta alcuna risposta, riproponiamo le nostre 4 domande agli Amministratori della Città, augurandoci che ci rispondano, se non per il dovere civico che dovrebbero avere, almeno per una questione di buona educazione:

  1. "Ma la colonna di marmo bianco, i due capitelli, l'ancora, il cannone e l'elica che erano in quel che fu il Baby Park, che fine hanno fatto?"

  2. "Ma non erano stati recuperati da qualche parte?"

  3. "E allora, dove sono?"

  4. "Perché nessuno di voi sente il dovere di informare la cittadinanza?"

Visti per l'ultima volta a febbraio del 2009. DOVE SONO ORA?

 

 

 

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